Una richiesta di giustizia per la tragica morte di Armando Tortolani, detto affettuosamente “Armandino”, da parte dei numerosi concittadini che questa mattina attendevano dinanzi all’ingresso del Tribunale di Cassino con uno striscione pensato e scritto dall’intera comunità agnonese.
Una piccola comunità che oggi, all’udienza preliminare a carico del presunto assassino Luca Agostino, è stata rappresentata dall’Amministrazione Comunale di Villa Latina che ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale relativo al tragico omicidio di Armando Tortolani avvenuto il 19 maggio 2024. Ucciso a 42 anni a pochi passi dalla propria abitazione in via Pacitti dopo una lite che si trasformò in un brutale omicidio quando, a seguito di un nuovo diverbio, il compaesano Luca Agostino, lo accoltellò nella serata.

“Questa mattina, dopo il confronto delle parti – spiega l’avvocato Michelangelo Montesano Cancellara per la moglie Marilena De Luca e il figlio Lorenzo – l’udienza è stata rinviata ad hoc per il prossimo 29 aprile alle 11:30. Questo perché dopo la costituzione di parte civile dell’Amministrazione Comunale, abbiamo sollevato la richiesta per la contestazione dell’aggravante dei futili motivi. Sebbene il Pubblico Ministero non fosse d’accordo, è stato immediatamente chiesto al Giudice che, sottolineando il fatto che la vicenda fosse piuttosto intricata, si è riservato il tempo di riflettere prima di contestarla o meno”.
Una giornata ricca di ricordi ed emozioni forti, laddove il Comune è rappresentato dall’avvocato Carmine Cervi che, unitamente al sindaco Luciano Persichini ribadisce: “Il Comune si è reso parte civile perché la piccola comunità di Villa Latina, oltre ad aver ottenuto un danno all’immagine, sta ancora vivendo nella paura che un crimine del genere possa ripetersi anche sotto gli occhi di bambini che vivevano il paese in piena tranquillità”.
Dello stesso avviso il sindaco Persichini: “La nostra risposta all’Opposizione della Difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Di Bona e Giuliano è che non potevamo, in qualità di Amministrazione comunale, rimanere inerti di fronte al disagio che dallo scorso anno sta vivendo l’intera cittadinanza. Si tratta di un evento che ha scosso tutti tragicamente. Deve essere fatta giustizia. Appoggiamo la solidarietà dei cittadini che oggi erano presenti per Armandino e siamo vicini alla moglie Marilena e al figlio Lorenzo, alla madre Anna D’agostino, rappresentata dall’avvocato Panzini , al padre Franco e alla sorella Claudia, rappresentati dallo studio Salera”.
Ora non resta che attendere la decisione del giudice nell’udienza del 29 aprile, in seguito alla quale l’imputato potrebbe rischiare addirittura l’ergastolo.
Caty Paglia
