PAUSA DI 10 MINUTI NEI TURNI OLTRE LE SEI ORE:
IL TRIBUNALE DI CASSINO RICONOSCE IL DIRITTO
E IL DANNO PER USURA PSICOFISICA
Piena soddisfazione per lo Studio Legale isolano Bongarzone Zinzi dopo la sentenza resa dal Tribunale di Cassino il 14 aprile scorso che ha accolto il ricorso promosso nell’interesse di alcuni lavoratori in servizio presso la postazione 118 di Atina, tutti dipendenti dell’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria Ares 118.
La decisione, emessa dal Giudice del Lavoro dott. Raffaele Iannucci, ha accertato il diritto dei ricorrenti a fruire di una pausa giornaliera di almeno dieci minuti per turni lavorativi superiori a sei ore e ha riconosciuto la responsabilità datoriale per danno da usura psicofisica causato dalla reiterata mancata fruizione di tali pause, con condanna generica al risarcimento.

“È una sentenza che rafforza una linea giurisprudenziale importante in materia di tutela della salute e dignità dei lavoratori – commentano gli avvocati Antonio Rosario Bongarzone e Paolo Zinzi – Il Tribunale di Cassino si allinea alle numerose pronunce favorevoli della Corte di Appello di Roma, confermando l’orientamento già espresso dalla Suprema Corte di Cassazione, secondo cui la mancata pausa comporta un danno alla persona che merita risarcimento“.
Il Giudice ha ritenuto che la condizione di permanente disponibilità operativa dei ricorrenti, impiegati su turni di 12 ore senza garanzie certe di pausa, compromettesse l’equilibrio psicofisico dei lavoratori, evidenziando che la pausa non è facoltativa né condizionabile da esigenze organizzative, ma deve essere effettiva, predeterminata e non comprimibile.

Il Tribunale ha richiamato i più recenti orientamenti della Corte di Cassazioneche presumono la sussistenza del danno nell’“an” per violazione dei diritti costituzionalmente garantiti distinguendo tale pregiudizio da quello biologico.
Lo Studio Bongarzone Zinzi sottolinea l’importanza di questa pronuncia che, oltre a tutelare la salute dei lavoratori, contribuisce a creare un precedente significativo per chi, soprattutto nel settore dell’emergenza sanitaria, è quotidianamente esposto a turni intensi senza il necessario recupero psicofisico.