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QUANDO A SORA LA BEFANA CONTAVA PIU’ DI BABBO NATALE

Da decenni, a Sora, non può mancare il mercato dei dolciumi e dei giocattoli in occasione della festa dell’Epifania. Tempo fa, dopo aver messo a letto i bimbi, le mamme e i papà si precipitavano in ‘Piazza Noua’ per preparare le calze da far trovare ai figli il mattino seguente. Per festeggiare la Befana, domani, chiunque avrà tempo e interesse potrà presentarsi agli eventi di cui abbiamo parlato ricordandovi che, a causa del maltempo, verranno effettuati all’interno dell’auditorium Vittorio De Sica. Nel nostro territorio, i meno giovani (ma neanche troppo) ricorderanno sicuramente che, fino a qualche anno fa, l’attesa dei regali era riservata tutta per il giorno dell’Epifania. Era la Befana, dunque, e non Babbo Natale ad eccitare la fantasia dei più piccoli, ma anche i loro timori. Per quanto la famosa vecchina fosse amata, infatti, l’amletico dubbio nella testa dei bimbi era: “Cosa riceverò dalla Befana? Avrò fatto il buon abbastanza da meritare i suoi doni?” Eh sì, perché dietro l’angolo si celava l’anatema della cenere e del carbone distribuito ai più monelli. E allora, la mattina del 6 gennaio, frugando nella calza (spesso appartenente al papà) trovata vicino al caminetto, l’emozione si legava alla paura di trovare il regalo più sgradito, magari accompagnato da qualche cipolla.  

Del resto, ogni nazione, come logico, possiede un bagaglio di usanze e tradizioni del tutto particolari e curiose come mostrato dall’infografica di GoEuro. La maggioranza degli ‘stranieri’ non può conoscerle ma se studiate, esercitano fascino e attrazione nei confronti di chi vi si accosta. Il periodo delle festività natalizie, nella ‘Vecchia Europa’, ha via via assunto peculiarità singolari a seconda del contesto preso in considerazione.

A questa tradizione italiana, se ne aggiungono altre, provenienti da diversi paesi europei, che in alcuni casi sono ben più spaventosi di un po’ di cenere e carbone: basti pensare al gatto islandese Yule, che mangia i bambini cattivi. In Danimarca, invece, spadroneggia l’elfo dispettoso Nisse: molto irascibile, se non gli si lascia da parte una tazza di porridge è capace di mettere sottosopra una casa. Tornando a qualche tradizione piú positiva, in Germania, invece, i doni vengono ricevuti molto prima nel caso in cui i bambini si siano comportati per bene: la sera del 5 dicembre i bambini lasciano le loro scarpe accanto al letto e San Nicola, nella notte, porterá loro doni e dolci.  Molto affascinanti anche le tradizioni spagnole come chiarito dalla spiegazione fornita da Spain.info: i bambini devono innanzitutto indicare nella lettera da spedire entro il 5 gennaio i doni che vorrebbero ricevere. Il 6 di Gennaio, i Re Magi portano i regali ai bambini, entrando dalle finestre delle case. In molti paesi iberici vengono organizzati degli eventi particolari per celebrare una festivitá, molto sentita: esattamente come avviene in particolare nella regione Laziale. In Spagna, tuttavia, vengono organizzate delle cavalcate ovvero delle cerimonie di ingresso ufficiali dei Re Magi, a dorso di cammello e con tanti doni, che entrano e marciano nelle città spagnole.

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