Disabilità e non autosufficienza nel Lazio: la rendicontazione dei Buoni Semestrali diventa un percorso a ostacoli. La denuncia delle famiglie: “Un sistema bloccato che calpesta la dignità”
Doveva essere una boccata d’ossigeno per centinaia di famiglie del Lazio che assistono in casa i propri cari con gravi disabilità, ma si sta trasformando nell’ennesimo incubo burocratico. L’apertura della piattaforma regionale per la rendicontazione delle spese del primo semestre (gennaio-giugno) relative all’Avviso “Buoni per la non autosufficienza” ha scatenato la disperazione e la rabbia degli utenti, costretti a fare i conti con un sistema telematico paralizzato e regole definite “inique e punitive”.
Piattaforma in tilt e assistenza fantasma
Dall’apertura del portale, le famiglie si sono trovate davanti a un muro digitale: la procedura non può essere completata a causa dell’assenza fisica degli slot necessari per caricare i documenti e le fatture richieste. Le numerose mail inviate all’assistenza tecnica non hanno ricevuto risposta, mentre gli uffici regionali, pur dimostrando cortesia, si dichiarano impotenti poiché la gestione è affidata a un Organismo Intermedio.
“Siamo rimasti soli davanti a un computer che decide della vita dei nostri cari”, denunciano i caregiver. “La Regione aveva promesso un sistema semplice e accessibile a tutti, anche a chi non ha familiarità con la tecnologia. Invece è un percorso a ostacoli: un solo errore formale e si perde tutto. È un ‘game over’ inaccettabile sulla pelle dei più fragili.”
Le conseguenze umane di questo ingranaggio sono drammatiche: una madre affetta da SLA rischia oggi di perdere 8.400 euro a causa di un intoppo burocratico, una cifra vitale per un nucleo familiare con due figli.
Esclusioni di massa: il paradosso della Legge 104
La fase di rendicontazione è solo l’ultimo atto di un bando già fortemente criticato per i rigidi criteri di accesso. Moltissimi richiedenti sono stati esclusi dalle graduatorie originarie perché in possesso “solo” del verbale ai sensi della Legge 104/92 (Articolo 3, comma 3). “Sappiamo tutti che il comma 3 viene riconosciuto esclusivamente nei casi di disabilità gravissima”, spiegano le famiglie, che chiedono una maggiore elasticità burocratica. Molti anziani e persone con patologie croniche non riescono infatti a recuperare i vecchi verbali cartacei di invalidità civile rilasciati anni fa dalle commissioni ASL, rendendo l’accesso alla misura un privilegio per pochi.
Il timore diffuso è che la complessità della rendicontazione agisca come una vera e propria “ghigliottina” per sfoltire la platea dei beneficiari, generando un risparmio per le casse regionali a spese del totale impoverimento delle famiglie.
L’appello all’Assessore Maselli: “È estate, non lasciateci senza fondi”
Con l’arrivo del grande caldo estivo, le spese per la gestione dei malati allettati o con gravi patologie neurologiche si impennano: i condizionatori devono restare accesi 24 ore su 24 per garantire il minimo comfort termico e la sopravvivenza stessa dei pazienti, con bollette elettriche esorbitanti.
Le famiglie rivolgono un appello accorato e diretto all’Assessore alle Politiche Sociali del Lazio, Massimiliano Maselli:
“Sblocchi immediatamente la piattaforma, modifichi queste norme inique e disponga il pagamento dei mandati subito dopo il controllo della documentazione. I nostri figli, i nostri genitori e i nostri fratelli sono già stati puniti duramente dalla vita. Non costringeteci a scegliere se pagare la luce, i contributi dell’assistente familiare o concedere loro una sola giornata di normalità al mare o in montagna. Ci restituisca il diritto di assistere i nostri cari con dignità.”
(Nota del Comitato Spontaneo Caregiver Regione Lazio)