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RICCI DI MARE PESCATI ILLEGALMENTE, MULTA DA 2mila EURO

Nel corso dei servizi di vigilanza e prevenzione svolti sul tratto frusinate dell’autostrada A1, il personale della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone ha sequestrato prodotti ittici trasportati in violazione delle norme previste in materia di tutela alimentare ed igienico sanitaria.

In particolare, nella notte appena trascorsa, gli agenti hanno sottoposto a controllo una vettura, con tre occupanti, che percorreva la carreggiata sud dell’autostrada A1.

Dopo aver fermato il veicolo in condizioni di sicurezza, all’interno dell’abitacolo i poliziotti notavano grosse ceste in plastica piene di ricci di mare ancora vivi.

Dopo una prima verifica, i ricci di mare risultavano in numero ben superiore ai limiti massimi consentiti dalla normativa; in considerazione delle vaghe e generiche giustificazioni dei tre circa la totale assenza delle prescritte licenze di pesca e della documentazione riguardante la tracciabilità del prodotto trasportato, nonché la presenza di attrezzature da sub (pinne, bombole ed attrezzi idonei alla raccolta dei ricci di mare), gli operatori della Polizia di Stato effettuavano il sequestro dei prodotti ittici ed elevavano una sanzione amministrativa per un valore di 2.000 euro.

I tre uomini, tutti provenienti dalla Puglia venivano, inoltre, denunciati in stato di libertà per la violazione della disciplina prevista dal D. L. n. 4/2012, in quanto avevano pescato esemplari di ricci di mare di dimensioni inferiori al diametro minimo consentito dalla normativa ambientale.

Al termine degli adempimenti burocratici, gli animali, ancora vivi, sono stati tempestivamente consegnati alla Guardia costiera di Terracina che ha provveduto a liberare i ricci in acque marine idonee alla loro sopravvivenza.

Sempre nella decorsa notte, operatori sempre appartenenti alla Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone hanno denunciato due persone, padre e figlio, rispettivamente di 44 e 23 anni napoletani poiché, fermati sull’ A1, territorio del comune di Anagni, sono stati trovati in possesso di smartphone, di diverse marche, e relativi accessori ancora imballati.

I due partenopei, con precedenti per reati contro il patrimonio, riferivano di averli acquistati presso un rivenditore di Roma esibendo degli scontrini fiscali che invece si sono rivelati fasulli, mentre i cellulari sono risultati essere una riproduzione di quelli originali, presumibilmente di provenienza estera.
Il materiale è stato sottoposto a sequestro e i due campani denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di contraffazione del marchio di fabbrica.

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