COMUNE

SORA – COMUNALI: UNA CERTEZZA E TANTA CONFUSIONE

In vista delle comunali si chiude un’altra settimana che ha prodotto una sola certezza: le cinque liste del candidato sindaco Luca Di Stefano. Cinque simboli pronti a sostenere il giovane consigliere comunale che ha radunato nel segno un progetto di innovazione un nutrito gruppo disposto sul serio ad imprimere la svolta, a voltare pagina, a rimettere Sora in carreggiata.

Per il resto, il confusionario quadro che esce dalla confusione, a volte creata ad arte nel panorama generale delle aspirazioni, non si schioda affatto. Le tre/quattro anime del Pd si riuniscono ogni tanto con parte della sinistra. Parole tante, fatti pochi e alla fine non si decide sul nome da mettere in cima, sulla figura da candidare a sindaco. Non dispone al suo interno di personaggi molto autorevoli e se non dovessero insorgere novità sostanziali dovrà decidere su un paio di ipotesi. Quella della consigliera comunale di opposizione morbida Maria Paola D’Orazio, che i voti ce li ha, oppure quella dell’ex assessore sinistro Stefano Lucarelli che di voti ne ha molti meno. Si sussurra che la D’Orazio abbia in tasca una busta contenente una lista di nomi, ma solo con le iniziali, da tirare fuori ogni volta che serve per autocelebrarsi, per sostenere se stessa, pronta a mollare tutto e tutti se in cima non dovesse comparire il suo nome. Tutto questo con l’impressione che Agostino pompeiano Di Pucchio stia tramando qualcosa per imporre altre soluzioni e che il sub commissario Adamo Pantano non appare in grado di raccordare le varie espressioni.

Non vanno meglio le cose nel centrodestra, dove si continua a procedere a vista. L’accoppiata perdente composta da Massimiliano Bruni e Vittorio Di Carlo sta rischiando seriamente di bruciare un altro candidato sindaco, cioè Giuseppe Ruggeri, il quale l’altro ieri pare abbia convocato una riunione nel suo studio senza tuttavia registrare un’ampia partecipazione. Il tam tam batte la notizia che Di Carlo è incazzato nero, che telefona e messaggia in continuazione per manifestare tutto il suo disappunto sulla tumultuosa navigazione di un’imbarcazione per ora semivuota. Bruni non appare in grado di governarla, la rotta punta dritta verso gli scogli, dove rischia di infrangersi anche Ruggeri, che lo ha capito e comincia a muoversi per conto proprio. E così il leghista (in questo periodo) Lino Caschera gongola e non si schioda di un centimetro. Non vuole farsi portare a spasso né da Di Carlo né da Bruni. Continua con il suo atteggiamento da tira e molla. Non rompe ma nemmeno chiude l’accordo. Tradotto: sta cuocendo Bruni e Di Carlo a fuoco lento.

Ci sono poi le altre realtà che tengono aperta la porta. Porta talmente aperta che la gente invece di entrare esce. Magari sarà a causa dell’ex presidente del consiglio comunale Mario Cioffi i cui messaggi subliminali stanno facendo venire il mal di testa a più di qualcuno. Occorre coraggio, tenendo sempre a bada un concetto semplice: la storia non si cancella e Cioffi nella storia politica ed amministrativa di Sora c’è già stato. La storia è storia e non si può leggere solo la parte più conveniente. Anche qui non si trova la quadra. I cinquestelle difficilmente molleranno la candidatura a sindaco con un consigliere comunale ed un consigliere regionale sempre più ‘vice’.

Infine l’osservatore, cioè il sindaco uscente e difficilmente rientrante Roberto De Donatis che sta alla finestra pronto a raccattare i delusi di ogni schieramento. Persi per strada molti dei suoi fedelissimi, nonostante fossero compagni con tanto di patto ‘democratico’, allo stato attuale De Donatis è praticamente solo, gli restano il fido Bruno Caldaroni, la meno fida Gabriella Paolacci e forse Natalino Coletta che ormai però appare in libera uscita. Il fondatore ed affossatore della piattaforma civica potrebbe restare a casa ma muovere comunque consensi forse decisivi.


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