COMUNE

SORA – CRISI IN COMUNE, E’ PAUSA DI RIFLESSIONE

Sembrano quasi gli ultimissimi giorni delle elezioni: il paragone forse calza alla situazione che si è determinata a Sora. Il venerdì con un atto d’impeto il sindaco dichiara di voler rassegnare le dimissioni – il venerdì si chiude la campagna elettorale; il sabato e la domenica è pausa di riflessione, sia per gli elettori che, come in questo caso, per gli eletti; il lunedì infine arriva la sentenza: ufficio di protocollo per il sindaco, il risultato delle urne.

E sì, perché il sindaco non si è ancora dimesso, ha solo detto che lo farà. Senza troppi fronzoli poteva farlo venerdì mattina dopo il Consiglio comunale, ed invece pare che la decisione verrà formalizzata lunedì.

Sul serio? Davvero Roberto De Donatis (foto) lascerà il Comune al Commissariamento (a proposito di responsabilità) in piena pandemia e con tutti i contagi che si ritrova la città? Davvero lascerà il Comune senza aver approvato l’atto politico di programmazione con le amministrative previste ad ottobre?

Forse sì, forse no. In mezzo ci sono due giornate: quella di oggi e quella di domani. Quasi fosse vigilia di voto, le parti stanno osservando rigorosamente il silenzio. Nessuno parla, arriva solo qualche commento collaterale. Eppure i telefoni scottano, le linee sono intasate. Non mancano falchi e colombe. Cioè chi vuole definitivamente rompere e chi acconsentirebbe ad una tregua, magari armata ma sempre tregua. Non si esclude, quindi, un ripensamento con sullo sfondo una riunione di maggioranza nel tentativo di creare le condizioni necessarie a raggiungere la naturale scadenza della consiliatura (proroga compresa).

Ma c’è un ostacolo da superare per ricucire la frattura: il Bilancio di previsione. Lo strumento tramite il quale si programma l’attività amministrativa. Proprio il Bilancio sarebbe la causa della crisi apertasi in Municipio. Ci sono questioni sollevate da una parte ed accantonate dall’altra. Pare questioni già in ballo, previste e concordate ma ora ignorate. A Sora non sono affatto pochi coloro che non vedono di buon occhio le dimissioni.  La città non ha bisogno del Commissario, la città ha bisogno del Bilancio. Dopo ognuno per la propria strada. L’ultima boccia è nelle mani del sindaco: tirerà per spaccare, oppure accosterà al boccino?

Lu


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