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SORA – DIGA SUL LIRI, L’OPPOSIZIONE SI RIVOLGE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

La diga sul Liri rappresenta una fonte di pericolo? Se sì, devono essere adottati i più opportuni provvedimenti. E’ quanto scrivono nella nota – che di seguito pubblichiamo – gli otto esponenti dell’opposizione al Comune di Sora – Ascione, Baratta, Caschera, De Donatis, Farina, Iula, Lecce, Mosticone – i quali si sono rivolti al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Ambiente, al Presidente della Regione Lazio, al Capo Dipartimento della Protezione Civile, all’Ardis, al Prefetto di Frosinone, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, al Comandante della Compagnia CC di Sora.

I sottoscritti Consiglieri Comunali

PREMESSO che:

la Regione Lazio con determinazione n. AO 2593 del 02.04.2012 del Dipartimento Istituzionale e Territorio, approvava ed ammetteva a finanziamento ii “Progetto Liris Marco Tullio Cicerone” del Comune di Sora a valere sul FESR – Fonda Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito del POR – Piano Operative Regionale – Lazio 2007-2013 (approvato con D.C.R. n. 39 del 03/04/2007) per 1’80% dell’importo del progetto:

indetta ed espletata la selezione pubblica per la individuazione del soggetto esecutore, veniva demandato a quest’ultimo sia la progettazione esecutiva sia la realizzazione dei lavori inerenti la valorizzazione di un tratto cittadino del fiume Liri con la funzione principale finalizzata all’espletamento di attività sportive acquatiche per canoe;

il progetto esecutivo veniva autorizzato senza indizione della prescritta Conferenza dei Servizi;

l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo (ARDIS), con nota prot. n. 246414/GR//16/13, a seguito di sopralluogo, esprime parere negativo al rilascio in concessione temporanea in favore del Comune di Sora della superficie di specchio acqueo di complessivi mq. 210,00 circa, ubicata a monte del ponte di Vaughan;

in tale ambito, il personale della polizia idraulica intervenuto procedeva alla redazione di apposita informativa di reato, ai sensi dell’art. 347 c.p.p., successivamente trasmessa dall’ARDIS, con nota prot. n. 668289/GR/16/13 dell’01/12/2014, alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino e iscritta al R.G. notizie di reato con il procedimento penale n. 741/2015;

Ritenuto che, i sottoscritti, unitamente ai rappresentanti di associazioni e di comitati spontanei di cittadini, hanno da sempre manifestato e sollevato numerose perplessità e criticità in ordine alla realizzazione del progetto in questione;

Considerato altresì che, indipendentemente dagli esiti delle indagini della Magistratura comunque finalizzate ad accertare eventuali inadempienze tecniche e/o procedimentali, le opere così come realizzate sul fiume Liri hanno determinato un restringimento ed una modifica sostanziale della relativa sezione idraulica con inevitabili rischi per l’incolumità delle persone, soprattutto in caso di innalzamento del livello dell’acqua del fiume, (cosa che accade di frequente soprattutto nel periodo invernale ormai alle porte);

Tenuto conto che le opere sono riprese negli ultimi giorni come testimonia la messa in opera sul manufatto in cemento armato dei ferri di ancoraggio dell’elemento pneumatico in gomma previsto in progetto;

Considerato che tale ripresa dei lavori è stata annunciata informalmente dal Comune come bonifica del sito, come conferma il perdurare dell’assenza del prescritto tabellone indicante le specifiche dell’appalto, come la norma prevede in modo cogente;

Evidenziato che negli ultimi giorni sono stati messi in opera dei massi di pietrame in difformità da quanto previsto in progetto senza formali nuove autorizzazioni da parte degli enti preposti;

Considerato che non sono stati predisposti i richiesti piani di emergenza ed avviso alla popolazione ad integrazione del Piano Comunale della Protezione Civile, come prescritto nel parere Ardis agli atti;

Tenuto Conto che l’interramento a monte del manufatto in cemento armato, ormai evidente a seguito della sedimentazione dei detriti, e la mancanza delle manutenzioni stanno determinando una ulteriore riduzione della sezione idraulica longitudinale, con gravi ipotizzabili conseguenze in caso di fenomeni di intensa piovosità;

Fatto presente che non sono state messe in opera le necessarie valvole di ritegno nelle tubazioni urbane di scarico, operazione questa che andava predisposta prima dell’inizio dei lavori per evidenti ragioni di sicurezza;

CHIEDONO

alle Autorità in indirizzo, per quanto di relativa competenza, di accertare e di riscontrare con la massima sollecitudine la pericolosità dell’opera, realizzata presso le pertinenze idrauliche del fiume Liri e, conseguentemente, di voler adottare i più opportuni provvedimenti, al fine di evitare situazioni di pericolo e di danno per la popolazione.

 

Sora, 10 ottobre 2015

 

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