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SORA – DOPO IL PARCO VALENTE, E’ ORA DI METTERE MANO AL PARCO FLUVIALE DI SAN DOMENICO

La stagione estiva sta per terminare e se qualcuno sperava in una riqualificazione del Parco Fluviale in zona San Domenico, si sbagliava.

Si sbagliava perché, dopo il crollo del ponte lamellare avvenuto due anni fa – evento che fece scattare anche la chiusura del ponte lamellare di San Rocco – il Parco ha fatto la stessa fine del ponte…abbandonato e lasciato a marcire.

Sono molti gli interrogativi di abitanti del quartiere e cittadini sorani sul perché tale parco si trovi in condizioni di totale incuria. Sicuramente, colpa di tutte le precedenti Amministrazioni che non hanno mai mostrato particolare interesse per quell’area verde e per le potenzialità che essa potrebbe offrire.

Nella scorsa campagna elettorale, l’attuale primo cittadino Roberto De Donatis attribuiva grande importanza alla rivalorizzazione del Fiume Liri e Fibreno, proponendo il progetto  “Sora città Fluviale” al fine di rivalorizzare i corsi di cui sopra per creare delle grandi occasioni di sviluppo turistico ed economico; nello specifico, dichiarò di voler riqualificare il Parco in Viale San Domenico attraverso dei finanziamenti europei.

Non bisogna andare molto lontano per avere l’idea e l’esempio di un Parco che, ad oggi, fatta eccezione della chiusura del bar-chioschetto, è divenuto luogo di ritrovo per bambini, giovani ed anziani… il Parco Valente.
Dopo il restyling sostenuto dalla Sig.ra Pucci Collina e dopo l’inaugurazione decisamente “frettolosa”, in concomitanza con le elezioni amministrative, il centralissimo spazio verde ora vede il coinvolgimento di persone disoccupate con l’attuazione del progetto “Parco Valente”, che garantisce un servizio di vigilanza, guardiania e manutenzione ordinaria all’interno del Parco.

Il progetto riguardante il Parco Valente è stato approvato dall’attuale Giunta lo scorso 14 luglio insieme al progetto “Cinquepermille” che invece prevede l’inserimento di volontari nell’ambito delle strutture comunali per svolgere vari servizi (manutenzione, giardinaggio, pulizia di locali e spazi pubblici), oppure nelle strutture Caritas del territorio (scuole, ludoteche, centri post-scolastici, centri estivi, associazioni sportive, di volontariato), in affiancamento agli operatori che vi lavorano.

Entrambi i progetti sono stati finanziati con la somma di €8.374,89 relativa alla quota del 5 per mille dell’Irpef, destinata dai contribuenti al Comune di Sora per le attività sociali (periodo d’imposta 2012 e 2013).
Ammesso che i problemi del parco fluviale di San Domenico siano di forma diversa e di più grande portata, quali la mancanza di illuminazione, panchine rotte, una via di accesso inaccessibile, staccionate rotte, uno stagno in pessime condizioni, l’erba da tagliare ecc… si potrebbe comunque pensare di poter replicare, in qualche modo, quanto già fatto per il Parco Valente.

Rimarrebbe, però, il problema legato al restyling ed alla messa in sicurezza del Parco e persone che donano 100.000 euro per il restauro di un bene pubblico, non sono certo all’ordine del giorno. Quindi, cosa fare? Continuare a lasciarlo marcire nel totale degrado e nella totale insicurezza o dare seguito quanto prima alle parole di De Donatis che ha visto una possibilità di miglioramento del parco attraverso finanziamenti europei?

Purtroppo, delle ultime Amministrazioni susseguitesi, nessuno ha mai pensato di rivalorizzare suddetto Parco, in termini ambientali ed in termini culturali, forse perché non così centrale come il Parco Valente. La speranza è che, per la prossima estate, venga dato seguito a quanto detto in campagna elettorale, ridando forma e vita al Parco Fluviale di San Domenico.

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