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SORA E DINTORNI, IDENTIKIT DEI CONSUMATORI DI DROGA: GIOVANI DI BUONA FAMIGLIA “ANNOIATI”

L‘aumento del consumo di droghe, registrato in Italia nell’ultimo anno, non ha risparmiato la Ciociaria. Cresce in maniera esponenziale, anche nella provincia di Frosinone, il numero di giovani che fa uso di sostanze stupefacenti.

La fascia di popolazione più coinvolta è quella tra i 15 e i 35 anni. Resta la cannabis la sostanza psicoattiva più diffusa, subito dietro c’è la cocaina, ma l’eroina tiene bene il passo.

Capita sempre più spesso ormai, soprattutto nel week-end, di vedere giovani sotto l’effetto di sostanze stupefacenti mixate a fiumi di alcool. Non succede solo nelle grandi città, come in molti continuano a voler credere. Accade anche a casa nostra, nelle zone del centro dove si concentra la movida sorana, nelle piazze dei paesi limitrofi e nei locali della provincia.

A fare regolarmente uso di sostanze stupefacenti non sono i “disadattati”, i giovani ai margini della società, come si continua erroneamente a pensare, sono ragazzi ben inseriti nel tessuto sociale, studenti, universitari, lavoratori. Quelli che vengono comunemente definiti “giovani di buona famiglia” sono gli stessi che durante le serate con gli amici, o più semplicemente per trascorrere un venerdì o un sabato sera “meno noioso” consumano regolarmente cannabis, cocaina e altri tipi di sostanze proibite.

Alcuni dichiarano senza problemi di far uso di sostanze stupefacenti regolarmente, altri di prenderle solo quando i ritmi quotidiani diventano più frenetici “per far fronte alla stanchezza“, quando si ha la sessione di esami all’università, quando bisogna lavorare qualche ora in più, altri ancora ammettono di utilizzarle tra amici, tanto per divertirsi.

La cosa forse più sconcertante è che nessuno ammetta di essere un tossicodipendente. “Lo facciamo ogni tanto” o “Non ne prendiamo molta, giusto un pò quando serve“, sono le affermazioni più frequenti, con le quali la maggior parte dei giovani consumatori di droghe cerca di auto-convincersi che sia una cosa normale. Non ritengono di essere dipendenti da certe sostanze, pensano di poterne far uso a proprio piacimento e smettere quando vogliono. Pensano che un utilizzo “moderato” non possa far loro male, addirittura molti dichiarano di trarne beneficio.

Lo spaccio, poi, avviene sotto gli occhi di tutti ma nessuno sembra farci caso ormai. Avviene in qualche angolo più appartato vicino i bar e i locali più frequentati, all’ingresso della discoteche della provincia e nessuno vede o forse in molti fanno finta di non vedere.

Le autorità fanno quel che possono ma, evidentemente, non è abbastanza. In quanti hanno abbassato la guardia, su questa piaga sociale, dovranno cominciare a rialzarla.

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