“Potrebbe fare di più ma non si impegna” è lo spettacolo che Enzo Celli ha regalato ieri sera al pubblico Sorano. Nel chiostro della biblioteca comunale di Sora un monologo, a tratti una confessione, una condivisione sofferta ed emotiva ha raggiunto l’intimo degli spettatori, la loro emotività, per molti le memorie difficili da sostenere.
La parola di Enzo come confessione, la musica di Edoardo Inglese come veicolo immediato di accesso al cuore, l’arte di Trei Ics (Emiliano Soccodato) un monito, momento quasi intimo che ha rotto i confini della scena. L’attore, che interpretava se stesso e il suo percorso esteriore ed interiore di vita, ha risucchiato in un unico soggetto sé e il pubblico portando in scena la vita di tutti con i suoi tentativi, non sempre corrispondenti ai propri desideri, i propri limiti, che portano lontano il cuore dalle persone amate, i successi, che si rivelano a volte ingannatori, ma soprattutto la propria fragile e a contempo forte tenacia dell’imperfezione, di un’umanità nata con il dubbio che non farà dire a Dio “è cosa buona giusta”. L’uomo è possibilità e in quanto tale continua trasformazione, continua tensione alla ricerca della “cosa buona e giusta” per Lasciare e non solo Prendere.
Ieri sera in scena c’era Adamo, il figlio che anela a diventare il padre. Il padre che dona senza ricompensa. Un messaggio profondo e scomodo che porta tutti a una sofferta valutazione del proprio agire.
Enzo Celli dice l’ ultima parola, il pubblico non applaude, resta muto, ancorato alla propria dimensione emotiva, nel silenzio di un’intima meditazione. Finché è lo stesso attore che richiama a tornare al vissuto esteriore dove la riflessione si fa agire ed esplode l’applauso conclusivo e commosso.
Così è terminata la rappresentazione ma non l’esperienza.
Presenti la consigliera comunale Manuela Cerqua e Claudia Sardellitti degli uffici della cultura.
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