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SORA – IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE, LE PROPOSTE DEL M5S

Dal Movimento 5 Stelle di Sora, a firma del portavoce Fabrizio Pintori, riceviamo e pubblichiamo:

Osservazioni al Progetto Preliminare recante “Adeguamento degli Impianti della Pubblica Illuminazione alla normativa in materia di sicurezza elettrica, inquinamento luminoso e risparmio energetico(approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 28/05/2015, atto n. 23).

Gli attivisti del Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” ritengono opportuno cogliere l’invito dell’Amministrazione Comunale rivolto all’intera cittadinanza affinché siano formulate osservazioni al Progetto Preliminare degli interventi di adeguamento degli impianti della pubblica illuminazione.

Gli attivisti hanno pertanto provveduto a redigere il presente documento, esito delle riflessioni sul predetto Progetto Preliminare, ritenendo di proseguire in tal modo il proprio impegno civico nei confronti di qualsiasi tematica che possa risultare rilevante per gli interessi dei cittadini sorani.

Nel rispondere positivamente a tale invito, il Meetup formula, altresì, l’auspicio che l’Amministrazione Comunale si mostri realmente interessata ed aperta ai suggerimenti provenienti da tutti coloro che presenteranno osservazioni al Progetto Preliminare in esame, dimostrando l’effettiva utilità della procedura di consultazione pubblica che è stata attivata.

1) OSSERVAZIONI DI CARATTERE GENERALE

Innanzitutto preme evidenziare la posizione del Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” contraria all’operazione che l’Amministrazione Comunale intende realizzare.

Con il contratto di appalto che l’Amministrazione sottoscriverà con il soggetto aggiudicatario della procedura ad evidenza pubblica, si sancisce infatti una vera e propria scommessa tra l’Appaltante e l’Appaltatore. Il Comune-Appaltante propone infatti all’Appaltatore una rischiosa scommessa sul valore finale dei flussi di cassa di risparmio che matureranno nell’arco di un ventennio sulla bolletta energetica per la pubblica illuminazione.

Parlare di “scommessa” non appare infatti inappropriato tenuto conto che 15 o 20 anni per il settore delle tecnologie impiantistiche per la pubblica illuminazione costituiscono senza dubbio periodi particolarmente lunghi. In tali archi temporali non è infatti agevole prevedere l’evoluzione delle tecnologie ed i risparmi che dalla loro implementazione potrebbero derivare.

Di fronte a tale scenario si chiede ai partecipanti alla gara di presentare un’offerta che implicitamente imporrà ad essi di formulare una stima sui risparmi dei consumi di energia elettrica per 15/20 anni. Ovviamente il rischio per il Comune è che tale “scommessa” si risolva negativamente nel caso in cui i risparmi di spesa effettivamente realizzati dall’Appaltatore, contabilizzati al termine dell’intero periodo dell’appalto, si rivelassero di gran lunga superiori a quelli connessi all’offerta di gara dell’aggiudicatario.

Si ritiene, inoltre, che non costituisca una mitigazione del predetto rischio per il Comune la considerazione che la gara determinerà un’effettiva competizione tra le imprese partecipanti. E’ infatti noto che sussiste sempre il rischio che la competizione tra le imprese nell’ambito di una procedura di gara avvenga in misura sub-ottimale dal momento che nessuno può escludere l’eventualità che ad essa partecipi una sola impresa o che comunque risulti ridotto il numero dei concorrenti e che tra essi non si inneschi alcuna competizione in termini di riduzione del canone richiesto al Comune.

Sig. Sindaco, perché legarsi ad un contratto ventennale che, al lordo di eventuali ribassi di gara ed al netto degli altrettanto eventuali extra-canoni, ammonta a circa 12,2 milioni (IVA esclusa) quando l’Amministrazione Comunale (e, quindi, tutti noi cittadini), malgrado l’eventuale ribasso offerto in gara dall’aggiudicatario, potrebbe scoprire tra 5 o 10 anni di pagare un canone assolutamente non conveniente rispetto ai risparmi sulla spesa per la bolletta energetica della pubblica illuminazione che potrebbero essere assicurati ricorrendo alle tecnologie che al tempo risulteranno disponibili e la cui acquisizione potrebbe essere direttamente finanziata dal Comune?

Le maggiori criticità connesse all’affidamento che l’Amministrazione Comunale ha in animo di realizzare riguardano i seguenti aspetti:

  • la forte obsolescenza tecnologica che caratterizza il settore con il conseguente rischio che in pochi anni innovazioni ad oggi non del tutto prevedibili possano affermarsi sul mercato ed assicurare risparmi sui consumi di energia elettrica ben superiori a quelli ad oggi preventivabili;
  • l’esistenza di rilevanti asimmetrie informative tra l’Amministrazione Comunale e gli operatori privati del settore (non risolvibili eventualmente con il ricorso al mercato della consulenza) con il conseguente rischio per la prima di non gestire al meglio sia la fase della gara che quella successiva del controllo sull’espletamento del servizio (in particolare da parte degli uffici comunali coinvolti).

PROPOSTA

                Il Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” propone all’Amministrazione Comunale di rinunciare all’indizione della gara ed assumere un approccio “graduale” nell’attuazione del progetto di efficientamento energetico in esame. Le motivazioni alla base di tale proposta risiedono nella finalità di:

– evitare di impegnare il bilancio del Comune di Sora verso un unico fornitore per ben 20 anni;

– mantenere tale unico fornitore anche per la realizzazione delle estensioni della rete e per gli interventi di manutenzione non previsti nell’ambito del canone annuale (c.d.”attività extra-canone”), restando preclusa la possibilità di ricorrere ad altri soggetti;

– regolare i rapporti economici sia per le attività oggetto del canone che per quelle extra-canone sulla base di valori economici e tariffe decisi una volta per tutte con l’aggiudicazione della gara e mantenute immutabili per ben 20 anni (a parte l’applicazione dei meccanismi di indicizzazione) con il rischio che tra non molti anni, a causa dei progressi della tecnologia, i risparmi conseguiti tramite l’aggiudicazione dell’affidamento si rivelino ben poca cosa rispetto a quelli che il Comune avrebbe potuto realizzare gestendo le operazioni di efficientamento senza ricorrere allo strumento del finanziamento degli interventi tramite terzi.

Non si ipotizza in ogni caso la realizzazione dell’intero investimento relativo al Progetto Preliminare predisposto dall’Amministrazione attraverso le risorse del bilancio comunale, tenendo conto che trattasi di un investimento di circa € 2,8 milioni (incluse spese tecniche e varie, esclusa IVA). Più realisticamente il Meetup propone quanto segue:

  1. a) la prosecuzione della gestione in economia del servizio di gestione della pubblica illuminazione;
  2. b) l’individuazione, con riferimento al Progetto Preliminare predisposto, di un lotto funzionale ”sperimentale” pari, ad esempio, al 20% dell’importo dei lavori previsti, con cui realizzare interventi su poco meno di 1.000 punti luce. L’investimento per tale lotto sarebbe finanziato con risorse proprie del bilancio e/o mutui CC.DD.PP. In tal modo non si renderebbe necessaria l’esternalizzazione dell’esercizio e della conduzione degli impianti (come, invece, avverrebbe in caso di finanziamento tramite terzi) ed il costo del capitale risulterebbe inferiore rispetto al ricorso al FTT (è noto che i costi del capitale del Comune e quelli di CC.DD.PP. siano inferiori a quelli dell’operatore privato, il quale deve notoriamente anche remunerare il capitale proprio investito nell’operazione trattenendo un premio per i rischi assunti).

In tal modo l’Amministrazione potrebbe verificare direttamente a quanto può ammontare il risparmio sulla bolletta energetica ottenuto grazie a tale investimento ancorché tale verifica possa riguardare solo una quota limitata degli impianti comunali di pubblica illuminazione.

L’Amministrazione potrà pertanto ridurre le asimmetrie informative rispetto agli operatori privati e maturare una propria expertise nel campo dell’efficientamento energetico degli impianti destinati alla pubblica illuminazione.

Tale maggiore competenza potrebbe essere utilizzata per formare alcuni dipendenti comunali che, in caso di successiva decisione di ricorrere all’appalto tramite FTT, potrebbero realizzare le attività di controllo dell’esecuzione del servizio da parte dell’operatore privato.

L’investimento su tale lotto funzionale sperimentale non impedirebbe infatti di indire in futuro una gara per i restanti punti-luce, ma consentirebbe di assumere informazioni sulla capacità di risparmio generabile da tali interventi ed assicurerebbe l’acquisizione di maggiore competenza delle strutture organizzative comunali in tale materia.

Dichiarata la contrarietà del Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” alla decisione dell’attuale Amministrazione Comunale di ricorrere all’appalto con finanziamento tramite terzi (FTT), si ritiene che la stessa delibera C.C. 28 maggio 2015 n.23, che ha approvato il Progetto Preliminare, non fornisca tutti gli elementi per comprendere le motivazioni sulla convenienza economica ed organizzativa del ricorso alla gestione esternalizzata del servizio in luogo, ad esempio, del proseguimento dell’attuale gestione in economia del servizio.

Al riguardo occorre chiedersi se l’Amministrazione Comunale abbia effettuato un’analisi comparativa tra scelte alternative di affidamento del servizio (gestione in economia in continuità con l’assetto attuale del servizio, ricorso a convenzioni CONSIP, appalto con FTT, ecc.).

Prima di optare per la scelta del ricorso all’appalto con FTT sono stati esaminati i vantaggi/svantaggi di altre possibili alternative? Quali sono i punti di forza dell’opzione “appalto con finanziamento tramite terzi”?

In proposito, non appare fornire dati sufficienti, per apprezzare la differenza tra l’ipotesi della gestione diretta e quella del ricorso all’appalto con FTT, la tabella allegata alla predetta delibera consiliare che evidenzia, in un arco ventennale, un maggior costo della gestione diretta pari a circa € 3,6 milioni (pari a € 178.112/anno).

Non è infatti chiara la ragione di tale differenza se non per la quota di € 20.000/anno di minor costo del finanziamento dei lavori, il cui importo è pari a € 3,1 milioni nell’ipotesi della gestione diretta (in quanto il Comune dovrà finanziarsi anche per la quota IVA) ed a € 2,8 milioni in quella dell’appalto con FTT. In realtà si omette di ricordare che anche un operatore privato, di fronte alla necessità di effettuare un investimento netto IVA di € 2,8 milioni dovrà individuare le fonti di copertura finanziaria dell’IVA che nel caso ammonta a € 300.000 circa (non è detto infatti che la stessa trovi immediata compensazione con il debito IVA maturato verso l’Erario). Nelle valutazioni economico-finanziarie in tali casi è prassi ipotizzare anche per l’operatore privato il ricorso ad un finanziamento bancario, ad esempio ad una linea IVA a breve termine, la cui quota capitale sarà ripagata non appena saranno disponibili i rimborsi IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tale ipotesi implica pertanto il sostenimento di oneri finanziari associati all’erogazione della linea di credito IVA.

Non è chiaro inoltre perché sussista una differenza di € 158.112/anno tra le due ipotesi alternative in relazione alla spesa per consumi di energia elettrica (se l’Amministrazione Comunale ricorresse ad un appalto di lavori mantenendo tuttavia la gestione diretta del servizio non potrebbe usufruire, come nel caso dell’appalto con FTT, dei risparmi di spesa per consumi energetici derivanti dall’efficientamento degli impianti?).

Si ritiene pertanto che il confronto tra le alternative andrebbe impostato diversamente onde fornire ai decisori elementi di valutazione maggiormente chiari e misurando il reale impatto che le due alternative sono in grado di determinare sui costi del Comune.

PROPOSTA

                Si suggerisce, in analogia a quanto previsto dall’ANAC nella determinazione delle linee guida per la finanza di progetto (Det. n. 1 gennaio 2009) ed in particolare per la redazione degli studi di fattibilità, di effettuare un’analisi (anche sommaria) delle alternative possibili indicando gli impatti organizzativi, tecnologici e finanziari (incluse le relative modalità di finanziamento) di ciascuna alternativa, al fine di apprezzare i vantaggi e svantaggi associabili a ciascuna di esse. Tra le possibile alternative, a titolo esemplificativo, potranno essere considerate le seguenti:

  • prosecuzione della gestione in economia del servizio con ricorso ad un appalto di lavori per l’efficientamento energetico degli impianti;
  • ricorso a convenzione CONSIP per fornitura di energia elettrica;
  • appalto con FTT.

2) OSSERVAZIONI SUL PROGETTO PRELIMINARE

Dall’esame del Progetto Preliminare e dei suoi allegati, si formulano le seguenti osservazioni:

Spesa per la fornitura di energia elettrica

Nel Capitolato (ad es. a pag. 26) è stato indicato il solo importo relativo all’annualità 2014 (pari a € 716.417,07). La delibera C.C. n. 23, del 28 maggio 2015, nella tabella allegato A, oltre a menzionare la spesa per consumi di energia elettrica per € 716.000 nell’anno 2014, indica in € 500.000 la spesa del 2013 (quest’ultimo dato appare molto divergente da quello del 2014).

PROPOSTA

Si suggerisce, in linea con vari bandi di gara consultati dal Meetup, di indicare nel Capitolato la spesa relativa almeno alle ultime 5 annualità, al fine di fornire agli offerenti l’importo medio relativo ad almeno un quinquennale di spesa per consumi di energia elettrica relativa agli impianti di pubblica illuminazione.

Si propone inoltre di verificare se, sulla base del dato medio quinquennale, non sia necessario riconsiderare l’importo del canone a base di gara, per la componente X2 “quota annua energia elettrica”, prevista in € 317.371,67.

 Extra canone

Un punto di particolare criticità è rappresentato dagli interventi di manutenzione straordinaria extra canone di cui all’art. 5 del Capitolato Speciale d’Appalto.

Non è difficile comprendere come la fissazione, una volte per tutte in esito alla procedura di gara, dei prezzi dei futuri interventi non ricompresi nella proposta di finanziamento tramite terzi (ex art. 4 CSA), costituisca un’ulteriore “scommessa” critica per ciascuna delle controparti, tenuto conto dell’ampia durata dell’appalto (da 15 a 20 anni).

Il Meetup “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora” ritiene che sia necessario inserire quanto meno degli elementi di maggiore flessibilità a tale impostazione del Capitolato, sulla scorta delle due proposte di seguito indicate.

Proposta n.1

Si suggerisce l’inserimento nel Capitolato di una previsione relativa all’effettuazione di una periodica revisione del prezzo degli interventi extra-canone, sulla base di un’istruttoria condotta dal Comune di Sora (cd. market test), eventualmente attraverso il Project e Energy Manager.

Ogni volta in cui si renderà necessario commissionare interventi non ricompresi nel canone si procederà ad effettuare un market test sul loro costo, allo scopo di garantire all’Amministrazione Comunale che gli stessi risultino allineati a quelli di mercato. Per l’Appaltatore sussisterebbe l’obbligo di ridurre il costo degli interventi all’eventuale minor costo di mercato. Qualora non accettasse di effettuare l’intervento alle nuove condizioni, il Comune potrà affidarlo a terzi.

Proposta n.2

In luogo del ricorso al market test di cui sopra si propone la riscrittura dell’articolo così come successivamente indicato.

Il riferimento è al bando del Comune di Frosinone per l’affidamento della gestione del servizio di illuminazione pubblica, realizzazione di interventi di efficienza energetica e di adeguamento normativo sugli impianti, mediante il sistema del finanziamento tramite terzi. L’art. 3 del Capitolato prevede che rientra nei compiti dell’appaltatore la “Realizzazione di eventuali nuovi impianti luce, previa analisi di fattibilità tecnico-economica, cui sarà corrisposto, per la gestione annuale, lo stesso canone per ciascun punto luce offerto in sede di gara, salvo condizioni migliorative a favore dell’Ente. Qualora vi fossero offerte economiche più vantaggiose, l’Amministrazione si riserva l’affidamento del servizio di installazione degli impianti anche a soggetti esterni.”

Ad ogni buon fine, si inviano, in allegato, le ulteriori osservazioni e criticità relative al progetto in parola.

Allegato

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