Un viaggio nel cuore della Terra tra scienza, territorio e una vera prova sismica nel cortile della scuola
Comprendere il territorio per proteggerlo, conoscere il sottosuolo per costruire un futuro più sicuro e sostenibile. È questo il messaggio che ha guidato l’incontro del progetto “Portiamo la Geologia nelle Scuole – Custodi del Pianeta”, promosso dall’Ordine dei Geologi del Lazio e ospitato presso l’Istituto Comprensivo 3 “E. Facchini” di Sora.
L’iniziativa ha coinvolto gli studenti in un percorso educativo e scientifico che ha trasformato la geologia da semplice materia scolastica a esperienza concreta e coinvolgente, permettendo ai ragazzi di scoprire il ruolo fondamentale che questa disciplina svolge nella vita quotidiana.
Durante la mattinata, le geologhe Prof.ssa Alessandra Cerrone e Prof.ssa Maria Reale hanno accompagnato gli alunni alla scoperta dei fenomeni che modellano il nostro pianeta, illustrando il lavoro del geologo nella prevenzione dei rischi naturali, nella tutela delle risorse idriche e nella salvaguardia dell’ambiente.

«La geologia è una scienza che ci permette di leggere il territorio e comprenderne la storia», ha spiegato la Prof.ssa Alessandra Cerrone. «Conoscere ciò che accade sotto i nostri piedi significa poter prevenire i rischi e contribuire alla sicurezza delle comunità. Per questo è importante portare questi temi nelle scuole e sensibilizzare i cittadini di domani.»
Particolare interesse ha suscitato la parte pratica dell’incontro, realizzata nel cortile dell’istituto dal Prof. Geol. Alessandro Tuzi, che ha eseguito una prova geofisica di tipo MASW (Multichannel Analysis of Surface Waves), una metodologia utilizzata per studiare le caratteristiche del sottosuolo attraverso l’analisi delle onde sismiche superficiali.
Per gli studenti non si è trattato di una semplice dimostrazione, ma di una vera esperienza sul campo. I ragazzi hanno osservato da vicino la strumentazione utilizzata dai geologi, collaborando attivamente alle operazioni di acquisizione dei dati e comprendendo come le indagini geofisiche contribuiscano alla conoscenza e alla sicurezza del territorio.
«L’obiettivo era rendere gli studenti protagonisti dell’attività scientifica», ha dichiarato il Prof. Alessandro Tuzi. «La geofisica può sembrare complessa, ma quando i ragazzi vedono gli strumenti in funzione e partecipano direttamente alle misurazioni, comprendono immediatamente il valore pratico della ricerca scientifica.»
Anche la Prof.ssa Maria Reale ha sottolineato l’importanza dell’approccio esperienziale: «La curiosità è il motore dell’apprendimento. Vedere gli studenti fare domande, osservare con attenzione e partecipare con entusiasmo è la conferma che la divulgazione scientifica nelle scuole rappresenta un investimento importante per il futuro.»
L’entusiasmo dei ragazzi è stato evidente durante tutta la mattinata. Tra domande, osservazioni e momenti di confronto, molti studenti hanno scoperto per la prima volta quanto la geologia sia presente nella loro vita quotidiana.
«Non immaginavo che sotto il cortile della nostra scuola si potessero fare studi così importanti», ha commentato uno degli alunni coinvolti nell’attività.
«Mi è piaciuto vedere gli strumenti e capire come si studia il terreno senza scavare», ha aggiunto una studentessa. «Sembrava di partecipare a una vera ricerca scientifica.»
L’incontro si inserisce nel progetto “Custodi del Pianeta”, nato con l’obiettivo di diffondere la cultura geologica tra i più giovani e promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale, della prevenzione e della gestione responsabile del territorio.
In un periodo storico caratterizzato da cambiamenti climatici e crescente attenzione alla sicurezza ambientale, iniziative come quella realizzata presso l’IC 3 “E. Facchini” dimostrano come la scuola possa diventare un luogo privilegiato per avvicinare gli studenti alle scienze della Terra e alla conoscenza del territorio.

Perché, come hanno imparato gli studenti di Sora durante questa esperienza, la Terra racconta continuamente la propria storia. E conoscere il suo linguaggio significa essere cittadini più consapevoli, responsabili e pronti a diventare autentici custodi del pianeta.
Un viaggio indietro nel tempo: come si è formato il territorio di Sora
Tra i momenti più coinvolgenti dell’incontro, gli studenti hanno avuto l’opportunità di compiere un vero e proprio viaggio nella storia geologica del territorio sorano guidati dalla Prof.ssa Geol. Alessandra Cerrone.
Attraverso immagini, sezioni geologiche e ricostruzioni dell’evoluzione del paesaggio, i ragazzi hanno scoperto che la Valle del Liri e la Piana di Sora sono il risultato di processi naturali che si sono sviluppati nell’arco di milioni di anni.
«Quando osserviamo i monti che circondano Sora, stiamo guardando rocce che si sono formate sul fondo di antichi mari tropicali oltre cento milioni di anni fa», ha spiegato la Prof.ssa Cerrone. «Le montagne dei Simbruini-Ernici e della Marsica sono costituite da calcari mesozoici che, nel corso della formazione degli Appennini, sono stati sollevati fino a raggiungere le quote attuali.»
La geologa ha illustrato come, tra il Miocene e il Pliocene, il progressivo sollevamento della catena appenninica e l’attività delle faglie abbiano provocato lo sprofondamento di alcune aree, dando origine alla grande depressione che avrebbe ospitato la futura Piana di Sora.
Successivamente, durante il Pleistocene, questa conca si riempì d’acqua formando un vasto lago preistorico. Sul fondo del bacino si accumularono argille, sabbie e limi trasportati dall’erosione dei rilievi circostanti. I ragazzi hanno inoltre scoperto che nei sedimenti lacustri sono state rinvenute tracce di materiali vulcanici provenienti dalle antiche eruzioni dei Colli Albani, trasportati fino alla Valle del Liri dai venti dell’epoca.
«La Sora che conosciamo oggi è il risultato di una lunga trasformazione naturale», ha raccontato la Prof.ssa Cerrone. «Quando il lago si prosciugò, il Fiume Liri continuò a depositare ghiaie e sabbie formando la pianura fertile sulla quale è sorta la città moderna.»
Grande interesse ha suscitato anche il racconto della Cascata Fossile di Carnello, uno dei più affascinanti esempi di geologia locale. Gli studenti hanno appreso che circa 120.000 anni fa l’acqua ricca di carbonato di calcio formò spettacolari depositi di travertino che, nel tempo, si sono trasformati in vere e proprie “cascate pietrificate”. In queste formazioni sono stati inoltre rinvenuti fossili e testimonianze della presenza dell’uomo preistorico, rendendo il sito un importante patrimonio geologico e archeologico del territorio.
La lezione ha permesso agli alunni di comprendere come il paesaggio che osservano quotidianamente sia il risultato di una storia lunga milioni di anni e come la geologia rappresenti uno strumento fondamentale per leggere, comprendere e valorizzare il territorio in cui vivono.
Ringraziamenti
La realizzazione dell’iniziativa “Portiamo la Geologia nelle Scuole – Custodi del Pianeta” presso l’Istituto Comprensivo 3 “E. Facchini” di Sora è stata possibile grazie alla preziosa collaborazione tra il mondo della scuola e quello delle professioni tecnico-scientifiche.
Un sentito ringraziamento va alla Dirigenza Scolastica dell’IC 3 “E. Facchini” di Sora per l’accoglienza, la disponibilità e la sensibilità dimostrate nei confronti delle attività di divulgazione scientifica rivolte agli studenti.
Si ringraziano inoltre i docenti dell’Istituto che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento e accompagnato gli alunni durante le attività, contribuendo alla piena riuscita dell’iniziativa.
Un particolare riconoscimento alle geologhe Prof.ssa Alessandra Cerrone e Prof.ssa Maria Reale per l’impegno profuso nella divulgazione delle Scienze della Terra e nella promozione della cultura della prevenzione e della tutela ambientale.
Un ringraziamento speciale al Prof. Geol. Alessandro Tuzi, che attraverso la dimostrazione pratica della prova geofisica MASW (Multichannel Analysis of Surface Waves) ha saputo coinvolgere attivamente gli studenti, trasformandoli in protagonisti di una vera esperienza scientifica sul campo.
Infine, si ringrazia l’Ordine dei Geologi del Lazio per il costante impegno nella promozione della cultura geologica e per il sostegno alle attività educative del progetto “Custodi del Pianeta”, finalizzate a formare cittadini sempre più consapevoli dell’importanza della conoscenza e della tutela del territorio.
La geologia entra nelle scuole per costruire consapevolezza, promuovere la prevenzione e formare i custodi del pianeta di domani.
Progetto “Custodi del Pianeta”
Con il patrocinio dell’Ordine dei Geologi del Lazio