DOPO 22 ANNI LA LIBRERIA UNIVERSITAS
ABBASSA LE SERRANDE
L’ULTIMO SUSSULTO
Ufficialmente la libreria chiuderà il 31 gennaio ma questa mattina, domenica 25 gennaio a Sora, una comunità intera è stata vicina alla libreria con un evento che ha avuto come unico scopo il desiderio di esprimere tutto l’affetto che da 22 anni ha legato i lettori ai librai Massimo e Patrizia e alla loro gentilezza come ha ben sottolineato Attilio Facchini che insieme a Luca Mauceri, Laura De Ciantis, Sofia Palleschi, Giulia d’Ovidio, Monica Petricca, Gianpaolo Venditti e Donato Cedrone hanno regalato al pubblico presente, numeroso e commosso, una performance unica e “cardiaca”.

La serranda si abbassa su un pezzo di vita cittadina, su un presidio culturale di resistenza al banale, al mediocre che, come un cancro, sta infettando anche le ultime cellule sane di passione autentica.
Che dire! Una triste notizia che pesa come un macigno per chi, come Massimo e Patrizia, ha gestito questo luogo con una visione comunitaria, che ha saputo trasformare un negozio in un punto di riferimento per molti e pesa altresì su tutti gli appassionati, studenti, bambini e curiosi che non troveranno forse altro luogo in cui recarsi per scoprire storie, autori e umanità. La libreria Universitas da sempre ha ospitato giovani e meno giovani, scrittori affermati ed esordienti. E non è mai stata una semplice libreria, ma uno spazio d’incontro e di scambio.

“Ho sempre immaginato il paradiso come una specie di biblioteca” diceva Borges e per molti questa libreria è stata un piccolo paradiso. Purtroppo però la profezia di Ray Bradbury in Fahreneit 451 si sta avverando: “Non è necessario bruciare i libri per distruggere una cultura, basta far smettere alla gente di leggerli”.

Il 31 gennaio un minuto di silenzio per le vittime dell’ignoranza che passa attraverso l’e-commerce, la pseudo comodità, la cultura fast e la lobotomizzazione social. I libri non sono solo carta e inchiostro, è il tentativo umano di leggere la realtà. Senza di essi non saremo più in grado di riconoscere il male che ci domina.
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