Nessun posto libero ieri al PTP per Mario Lilla che ha regalato al pubblico intervenuto una serata tra musica, canzoni e ricordi. La chitarra ha accompagnato le suggestive canzoni dialettali molte delle quali scritte dallo stesso Mario Lilla in una sorta di esperimento semantico e musicale. È riuscito così nell’intento di evocare, attraverso le sue “Piccole storie senza importanza”, un mondo della memoria che diventa universale.
Temi sempre attuali come la guerra, la resistenza, l’immigrazione, la corruzione locale e l’eterno amore sono risuonati all’interno di un piccolo spazio che si è fatto grande. Il fiume Liri e il quartiere Canceglie hanno dominato la scena dei ricordi con i versi in dialetto cantati dalla voce profonda di Mario. Il pubblico ha potuto così fare un salto nel passato ricordando avvenimenti che, se pur senza importanza, hanno in qualche modo fondato il corso della storia.
Molto è stato l’entusiasmo e la partecipazione all’evento che solo in una realtà come il Piccolo Teatro Popolare di Giacomo di Vona e Gaia Fiorini avrebbe potuto realizzarsi. Una realtà unica nel nostro territorio che va valorizzata e seguita perché, a fronte delle numerose ed evanescenti iniziative, questa realtà induce all’ascolto, alla riflessione e ad una partecipazione sentita.
Mario Lilla ha chiuso l’evento cantando e incantando con la ‘Lettera di un disertore” di Boris Vian, più che mai attuale oggi, per ricordare, a chi ancora avesse dubbi, che lo stato naturale dell’uomo è la pace e non la guerra e che gli sforzi di un buon governo dovrebbero essere rivolti alla prima e non alla seconda.
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