Ieri sera Luca Mascolo ha rapito il numeroso pubblico al chiostro del Palazzo della Cultura a Sora. Uno spettacolo che ha interamente scritto, diretto e interpretato. Non manca però l’aiuto regia: la splendida Ida Carmen Maurano e il prezioso supporto tecnico di Silvio Viscogliosi.
Il suo Beethoven, ironico, irriverente, a tratti cinico, ma umano e persino sentimentale ha lasciato il segno.
Per un momento si ha avuto l’impressione di vivere nei panni del grande maestro grazie alla impeccabile interpretazione dell’autore, sentirne il dramma, la disperazione per aver perso la percezione che più caratterizza un musicista: l’udito. Mascolo però svela con grande maestria che la più sofferta mancanza è stata l’amore di una donna che in qualche modo, forse, avrebbe alleviato il suo dolore. E così il monologo si spinge in alto, sulle vette dello spirito, di Dio e del suo canto e di come la musica ne sia espressione e di quanto un’artista possa renderne rappresentazione su questo piano di realtà. Il violoncello di Donato Cedrone ha veicolato con immensa suggestione ogni messaggio, ogni sfumatura regalando un’atmosfera suggestiva e profonda.
Armando Caringi, curatore della kermesse, introduce lo spettacolo dichiarando che la vita di Beethoven può essere a ragione una vita de Il Faro, l’associazione di Sora che si occupa di ragazzi problematici e delle loro dipendenze. E così il bambino Beethoven viene accolto con commozione nel racconto che ne fa Luca. Un bambino a cui è stata sottratta con crudeltà l’infanzia da un genitore, il padre, arido e ambizioso.
Beethoven ieri sera si è raccontato attraverso il grande talento di Luca Mascolo, l’incontro di queste due immense personalità ha testimoniato una vita, le sue fragilità, la sua tensione in un modo unico ed irripetibile, in un modo in cui solo la vera arte sa fare.
Per chiudere la serata l’intervento del vice sindaco Maria Paola Gemmiti presente con partecipazione all’evento.
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