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SORA – PORTO TORRES VISTA DA UN TIFOSO. SI STA COME D’AUTUNNO SUGLI ALBERI LE FOGLIE…CIAO ANGELA!

Il Sora, dopo i tagli “eccellenti” alla rosa effettuati la settimana scorsa ed in attesa dei nuovi imminenti acquisti promessi dalla società, vince per 5 a 1 contro una rimaneggiata Porto Torres, scesa al Tomei con una squadra quasi interamente composta da fuori-quota e senza il proprio allenatore, Roberto Sanna, rimasto in Sardegna, ufficialmente per motivi di salute, in realtà – crediamo – per la crisi che attanaglia da tempo la compagine sarda e che rischia di pregiudicarne pesantemente, se non irrimediabilmente, il prosieguo di campionato.

Partita dunque senza storia, giocata a porte chiuse, a seguito della decisione della giustizia sportiva, che ha squalificato per un turno il campo del Tomei, a margine degli “episodi” accaduti nella trasferta di Genzano, in merito ai quali non esprimiamo alcun giudizio, anche se crediamo di poter dire con totale serenità che un collaboratore arbitrale non dovrebbe mai e poi mai rispondere al pubblico, anche nel caso in cui abbia buoni motivi per farlo. Se ciò accade, non si rispetta il copione dettato dal ruolo che si ricopre, che prevede un comportamento improntato alla professionalità da parte dell’equipe arbitrale, il che serve anche e soprattutto a prevenire eventuali esasperazioni da parte dei tifosi.

Si gioca nella settimana scandita dai tristi e drammatici episodi accaduti in Sardegna: in tutti i campi di Italia, si osserva un minuto di raccoglimento per le vittime del disastro, tutte le curve di Italia espongono striscioni di fratellanza al popolo Sardo, ma quello che accade a Sora ha forse del ridicolo: l’attaccante sorano Andrea Pintori, di origini sarde, festeggia il gol sollevando la maglia da gioco, per mostrare una t-shirt raffigurante i Quattro Mori e la scritta Sardegna, viene ammonito dall’arbitro Madonia. Non entriamo nel merito dei regolamenti arbitrali, crediamo semplicemente che, in circostanze del tutto eccezionali, quando un gesto simbolico viene compiuto per un fine nobile, si dovrebbero semplicemente applicare le regole dettate dal buon senso.

La gioia per la vittoria del Sora è completamente offuscata dalla tragica notizia della scomparsa della giovane tifosa sorana Angela Tuzi, residente a Balsorano. Diciamo spesso che la morte fa parte della vita, tutti i giorni nel mondo muoiono migliaia di persone per i più disparati motivi, ma quando la morte colpisce, per di più all’improvviso, una persona conosciuta, una persona con la quale magari hai scambiato due chiacchiere non più di due settimane fa al ritorno di una trasferta della tua squadra del cuore, beh, resti di sasso, ti si accappona la pelle, la voce ti si spezza in gola e pensi inevitabilmente a quanto sia fragile e precaria la vita (chi scrive la paragona spesso ad un filo di capello), a quanto aveva drammaticamente ragione il grande Ungaretti, il quale nella sua celebre poesia “Soldati”, condensava in una frase paradossalmente immortale l’immagine della vita :<< si sta come d’autunno sugli alberi le foglie>>: purtroppo, basta un colpo di vento a strapparci dall’albero della vita.

Riposa in pace Angela…

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