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SORA: SE INTEGRAZIONE VUOL DIRE COLLABORAZIONE. IL QUESITO DI UN NOSTRO LETTORE.

Negli ultimi mesi i cittadini sorani si sono molto divisi sulla questione immigrazione. Alcuni a favore dell’integrazione, altri più restii, ma quello che accomuna quasi tutti è la convinzione che gli immigrati, ospiti della città di Sora, dovrebbero integrarsi soprattutto collaborando con i cittadini.

Dopo gli spiacevoli episodi avvenuti nei mesi scorsi, dalla rissa tra alcuni giovani immigrati e alcuni residenti sorani all’assalto alla Casa famiglia, le acque sembrano finalmente essersi calmate, ma molti ancora si domandano se gli immigrati non possano essere impegnati in ruoli di servizio alla comunità.

A tal proposito, raccogliamo la riflessione di un nostro lettore, un commerciante sorano, che ieri è rimasto sorpreso, come molti suoi concittadini, nel vedere dei giovani immigrati giocare a pallone in Piazza Santa Restituta, cosa che è da sempre stata vietata ad altri bambini. Il commerciante, dopo aver chiesto spiegazioni a chi di dovere sul perchè fosse stato concesso loro questo “strappo alla regola” ha appreso che si trattava di un’iniziativa per promuoverne l’integrazione.

Da qui la sua domanda: “Non sarebbe stato più utile e di successo promuovere l’integrazione di questi ragazzi coinvolgendoli in quelle attività che risultano benefiche per la comunità e che i cittadini sorani svolgono gratuitamente, come ad esempio l’avvenuta pulizia di San Casto?

C’è chi potrebbe rispondere, ironicamente, che ciò significherebbe sfruttare il loro lavoro e chi potrebbe pensare che per integrarsi e sentirsi alla pari bisognerebbe cominciare a dimostrare di volerlo davvero. il dibattito su questo tema spinoso è più che mai aperto tra i sorani: chissà se è così anche tra i nostri amministratori.

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