Si chiude parzialmente, con una pronuncia di non luogo a procedere, la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto cinque ragazzi, all’epoca dei fatti minorenni, residenti tra Sora e Isola del Liri.
Un episodio che, nell’agosto del 2023, aveva destato particolare attenzione nel territorio per la giovane età dei protagonisti e per la dinamica dei fatti. Secondo quanto ricostruito negli atti della Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, tutto ebbe origine da un acceso diverbio sfociato prima in minacce verbali e poi in un’aggressione fisica ai danni di un giovane maggiorenne.
In particolare, uno dei ragazzi avrebbe rivolto alla vittima frasi intimidatorie, per poi passare alle vie di fatto insieme ad altri coetanei, colpendolo con calci e pugni in diverse parti del corpo. L’aggressione, avvenuta nel territorio di Castelliri, provocò alla persona offesa lesioni giudicate guaribili in circa dieci giorni, tra contusioni toraciche ed escoriazioni multiple, come certificato dal referto del pronto soccorso acquisito agli atti.
A seguito dell’episodio, la vittima presentò querela, facendo scattare le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Isola del Liri. Nel corso dell’attività investigativa sono stati raccolti diversi elementi: dalle denunce ai verbali di sommarie informazioni testimoniali, fino agli interrogatori degli stessi ragazzi coinvolti, ascoltati tra dicembre 2023 e gennaio 2024. Un quadro che aveva portato la Procura minorile a contestare, a vario titolo, i reati di minaccia e lesioni personali. Sulla base degli elementi raccolti, il pubblico ministero aveva inizialmente richiesto il giudizio immediato nei confronti degli indagati. Nel prosieguo del procedimento, tre dei giovani, assistiti dall’avvocato Antonio Carugno del Foro di Cassino, hanno scelto di accedere al rito abbreviato, mentre per gli altri la posizione segue un diverso percorso processuale.
Il Tribunale per i Minorenni di Roma ha quindi esaminato le posizioni dei tre imputati che hanno optato per il rito abbreviato nel corso dell’udienza preliminare fissata per il mese di marzo 2026. All’esito dell’iter giudiziario, il giudice ha emesso per loro sentenza di non luogo a procedere, chiudendo la loro posizione sotto il profilo penale.
Resta invece distinta la posizione degli altri coinvolti, per i quali il procedimento prosegue secondo il rito ordinario e sui quali non è stata ancora assunta una decisione definitiva. Resta il dato di un episodio che, all’epoca, aveva evidenziato criticità nei rapporti tra giovanissimi e nella gestione dei conflitti, degenerati in violenza. Un fatto che aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e l’avvio di un articolato iter giudiziario.
pierre