COMUNALI

SORA – VALTER, L’OMBRA DI EUGENIA

E’ sempre più interessante scoprire che il passato è passato fino ad un certo punto. Oppure del passato se ne ricorda solo una parte, quella che fa comodo.

Eppure la storia insegna che la storia è storia e non si può cancellare. E così viene in mente che Valter Tersigni (foto), l’ispiratore del gruppo destra-centro-sinistra estrema che vede candidata sindaco la dirigente dell’ufficio ambiente dell’amministrazione provinciale di Frosinone, Eugenia Tersigni, non ha partecipato alla contenuta inaugurazione ufficiale della sede elettorale di sabato scorso.

Ma come, c’era una fase importante della campagna elettorale e chi nel frullatore ha sistemato una macedonia arlecchinata – si mormora rifiutando addirittura parenti stretti – non si è fatto vedere? Chissà, magari era impegnato altrove. Qualcuno sostiene che non si è fatto vedere di proposito, ma saranno solo cattiverie. Tutto sommato non importa molto.

Fin qui il passato recentissimo. Poi c’è quello intermedio, cinque anni di minoranza praticamente senza dire nulla, almeno in aula. Cinque anni passati a stangare chi governava. Sempre e comunque. Peccato che fra quelli che hanno governato ci sono anche ex alleati grazie ai quali cinque anni prima lo stesso Valter Tersigni si era accomodato in maggioranza pilotando la manutenzione e di fatto i lavori pubblici. Oggi gli stessi non sono più buoni. Buoni non lo sono stati per gli ultimi cinque anni, mentre erano buoni amministratori quando ci governava insieme. Curioso!
Così come oggi non è più buono chi cinque anni fa ha portato oltre 600 voti alla causa, al tentativo bis. Curioso anche questo!

E poi c’è il passato un po’ più passato, quello del turbolento quinquennio 2011 – 2016 metà del quale trascorso senza maggioranza, con una ciambella di salvataggio lanciata da Frosinone e raccolta con salto triplo carpiato da una parte all’altra della staccionata. Perché quando governi male e pensi pure di fare il padrone capita anche questo, che i tuoi ti mollano. E vai sotto. E così poi i sorani ti bocciano, di fatto ti cacciano dalla stanza dei bottoni perché non sei stato capace di amministrare bene. Magari per la delicata questione della Farmacia comunale, oppure per la diga nel fiume Liri, oppure per quell’operazione da 12milioni di euro per la pubblica illuminazione.

La storia è storia e non si cancella! Bisognerebbe conoscerla prima di lasciarsi andare alle flatulenze!

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Di Stefano Luca