Nei giorni scorsi, militari del N.I.P.A.A.F. (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale
Agroalimentare e Forestale) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone, nell’ambito di un’attività
di controllo finalizzata alla tutela del territorio, hanno sequestrato delle aree adiacenti a un’attività
produttiva situata nel sorano, all’interno delle quali sono stati rinvenuti veicoli fuori uso e materiali
classificati come rifiuto.
In particolare sono stati rinvenuti rifiuti speciali pericolosi consistenti in veicoli e parti di essi (in
evidente stato di abbandono) e rifiuti di vario genere, depositati sia su aree prive di idonea
pavimentazione impermeabilizzata, che su nudo terreno.
Questa pratica, oltre a costituire violazione della normativa ambientale, comporta un concreto rischio
di contaminazione del terreno, un potenziale inquinamento delle falde e delle matrici ambientali
circostanti.
I siti si trovano in zona sottoposta a vincolo paesaggistico poiché a ridosso del Fiume Liri e pertanto,
in un contesto così fragile, il deposito incontrollato di veicoli non bonificati delle loro componenti
pericolose (olio, batterie e altre sostanze pericolose), rappresenta un ulteriore fattore di degrado,
capace di peggiorare la qualità del suolo e di contribuire alla diffusione di contaminanti.
I Carabinieri Forestali hanno quindi sottoposto a sequestro le aree sulle quali erano stati depositati
detti rifiuti. Il titolare della società è stato deferito a piede libero all’Autorità Giudiziaria per deposito
incontrollato di rifiuti speciali pericolosi, in violazione dell’art. 255-ter, comma 3, del D.lgs. n.
152/2006 che prevede la reclusione da un anno a cinque anni e sei mesi.
L’Autorità Giudiziaria ha già convalidato il sequestro, confermando la delicatezza ambientale della
situazione riscontrata dai Carabinieri Forestali.
L’operazione rientra nell’attività che i Carabinieri Forestali portano avanti quotidianamente in tutta
la provincia di Frosinone e che li vede impegnati nel controllo costante del territorio ai fini della
prevenzione e della repressione dei reati ambientali e delle condotte che possono mettere
potenzialmente a rischio la salute pubblica e la qualità dell’ambiente.
