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VISTA DA UN TIFOSO: SORA MASTODONTICO CONTRO IL TERRACINA. COMPLIMENTI A GIOCATORI, ALLENATORE E…SUPPORTERS!

Un Sora mastodontico sbanca al Colavolpe il Terracina, ancora imbattuto quest’anno fra le mura amiche, sovvertendo ogni pronostico con una prestazione eccellente sotto tutti i profili. Il derby, storicamente molto sentito da entrambe le tifoserie, si gioca davanti ad una buona cornice di pubblico e vede la presenza di 50 indomiti ragazzi della Curva Nord, che, nonostante la evidente inferiorità numerica, sfoderano una prestazione vocale da 10 e lode, sostenendo incessantemente la squadra per 90 minuti.

Il Terracina, in virtù della sua superiorità tecnica e dell’entusiasmo dell’ambiente per un sogno storico chiamato Lega Pro, avrebbe dovuto fare un sol boccone della giovane truppa di mister Farris ed invece è stato il Sora a fare la parte del Leone: il risultato finale dice due reti ad una per i Volsci, ma, se consideriamo le numerose occasioni da goal create dai bianconeri (compreso un goal inspiegabilmente annullato dalla terna arbitrale), rischia di apparire addirittura bugiardo.

La vittoria dimostra inequivocabilmente che la squadra sorana, quando ha la possibilità di esprimere il suo gioco su campi in erba ben tenuti, è in grado di fronteggiare alla pari anche i più quotati avversari del girone. E’ stato, però, l’approccio mentale, nonché una eccellente condizione atletica, a fare la differenza: in campo c’era un Sora “massiccio ed incazzato”, una squadra che ha concesso poco o nulla all’avversario (eccezion fatta per il fallo da rigore che ha sancito l’iniziale vantaggio dei locali), che ha letteralmente fatto a pezzi i Tigrotti, i quali sono apparsi storditi dalla implacabile ferocia e fame di vittoria della truppa volsca.

A dire il vero, la squadra ha dato importanti segnali di crescita già dall’inizio del girone di ritorno, ma oggi è doveroso fare pubblicamente i complimenti a tutti, allenatore e giocatori, per aver sfoderato una prestazione che rimarrà scritta nella storia del calcio sorano e per aver dato il segnale che il Sora c’è, che è squadra vera, che chi indossa quella maglia ha “l’occhio della tigre” e che lotterà fino all’ultimo, con il coltello fra i denti, per raggiungere l’importante traguardo della salvezza.

Impossibile non menzionare anche la prestazione dei 50 scatenati supporters sorani, giunti nell’ostico campo del Terracina decisi ad onorare la loro città: non curanti della inferiorità numerica, di fronte ad una curva gremita da 500 persone, hanno letteralmente annichilito la tifoseria avversaria (rimasta mestamente in silenzio per quasi tutta la durata del secondo tempo), con cori incessanti e compatti per tutta la durata della partita. Poco importa che tutti a fine gara fossero stremati e senza voce: un altro tassello è stato scolpito nella storia scritta da questa curva, ancora una volta si è data prova di grande mentalità, si è cantato anche per i diffidati, per quei fratelli che ieri avrebbero dato tutto pur di esserci e che per questo dovevano essere degnamente onorati.

Unico neo, spiace dirlo, è il pessimo servizio d’ordine predisposto per la gara, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. La partita di andata fu vietata alla tifoseria ospite in virtù della “acerrima rivalità” che anima le due tifoserie. Il Tomei, giova ricordarlo, è uno dei campi che offre maggiori garanzie dal punto di vista dell’ordine pubblico, eppure non fu consentita la trasferta ai tifosi del Terracina. Cosa deve essere cambiato, rispetto alla partita di andata, per consentire liberamente la trasferta alla tifoseria sorana? Il venir meno della rivalità? Entrambe le tifoserie hanno seguito lunghe e costose terapie a base di camomilla e valeriana in modo da essere sedate in prossimità del match? Lo stadio del Terracina offre maggiori garanzie di sicurezza rispetto al Tomei? Oppure qualcuno, più realisticamente, ha voluto consentire la trasferta per tendere un tranello alle due tifoserie? Sia ben chiaro, noi vorremmo che le trasferte fossero sempre libere, però è quantomeno bizzarro che le trasferte siano vietate in stadi a norma (come quello del Sora), con massicci spiegamenti di forze dell’ordine (come non ricordare il derby dello scorso anno contro l’Isola Liri) e che, viceversa, siano consentite in stadi non in grado di ospitare nemmeno una partita di promozione, dove la gestione del servizio d’ordine è demandata alla buona volontà di una…vigilessa!!!

MEDITATE GENTE, MEDITATE!

 

 


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