COMUNE

CASSINO – TOPONOMASTICA, UNA VALANGA DI PROPOSTE

Con la nomina e l’insediamento, il 12 marzo scorso, della Commissione Toponomastica, il Comune si è dotato di un organismo che dovrà dare l’avvio alla indispensabile definizione completa dello stradario cittadino e dei numeri civici in una realtà dove troppe strade ed anche più di qualche piazza sono senza nome e senza numeri civici.Come pure dovrà dare il là ad una armonica gestione di settori strategici, strettamente interconnessi, quali sono l’Urbanistica, l’Anagrafe e i Tributi. Si tratta dunque di un qualcosa davvero necessaria, che però mancava in questo nostro Comune dal lontano 1997, anno di scadenza dell’ultima Commissione di tal tipo. Nello spirito della più ampia apertura nella valutazione di proposte da parte dei membri della Commissione, dal 12 marzo ad oggi una vera e propria pioggia si è abbattuta sull’indirizzo e-mail istituzionale inondandolo di proposte. Altre ne arriveranno ancora. E’ bene ricordare che la Commissione ha potere consultivo, di proposta, non deliberativo, che è della Giunta.
Il Sindaco, che tale Commissione presiede, assicura che tutte le proposte naturalmente verranno prese in considerazione e vagliate con equilibrio e serenità, perché tutte sicuramente rispettabili. Prima di entrare nel merito dei nomi, sarà però doverosa cura dei membri della Commissione stabilire criteri cui scrupolosamente attenersi per la loro individuazione e validazione.
Ovviamente per i criteri non si potrà prescindere dal doveroso ed obbligato dettato della normativa vigente in materia. Senza escludere la possibilità della richiesta alla Prefettura di qualche deroga, giustificata e giustificabile per qualche caso. Impossibile però pensare alla illogica richiesta generalizzata di deroghe che verrebbero ad inficiare la credibilità e l’autorevolezza dei proponenti. Per ricavarne, peraltro, solo un probabile diniego. La vecchia norma tuttora in vigore stabilisce che la deroga per l’intitolazione di strada o piazza pubblica non può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno dieci anni. Riconosce la facoltà al ministro per l’Interno di consentire la deroga solo “in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione.

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