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DON BRUNO ANTONELLIS TUONA CONTRO IL DEGRADO DI SORA

Tanto tuonò che piovve. Una condanna al degrado di Sora è arrivata addirittura dal pulpito di Santa Restituta.
A dare la strigliata è stato Don Bruno Antonellis. “Sora, città nel più assoluto degrado”. La “frustata” ha colpito nel segno , come ha testimoniato il presidente del Consiglio comunale Giacomo Iula sul suo profilo Facebook, provocando tutta una serie di reazioni e commenti. “Non ho sentito Don Bruno – dice, ad esempio, Sara Gemmiti – ma penso si riferisca ai ragazzi senza controllo che bevono, fumano e sporcano, bottiglie di vetro di birra ovunque, le loro pipì e vomitate dopo ogni sera di sballo, cacche dei loro cani ancora liberi e senza guinzaglio dietro la chiesa più bella di Sora ed ovviamente nella piazza centrale”. Ha sorpreso la sorpresa (la ripetizione è voluta) con cui Iula è apparso colpito dalle parole di Don Bruno. “Condivido con Don Bruno – commenta, dal canto suo, un altro utente di Facebook – il centro di Sora è nel più pieno degrado urbano… se andiamo nei vicoli vediamo una vera e propria città abbandonata a se stessa, per non parlare delle periferie. Lì, le mani, se siamo fortunati, ce le mettono una volta ogni trenta anni. La maggior parte dei sorani abita fuori dal centro e devono convivere con svariati problemi che tutte le amministrazioni, vecchie e nuove, non curano e così passano gli anni”.
Nella sua omelia, Don Bruno ha parlato del venir meno della centralità che la città di Sora, in passato, è riuscita a rivestire, contrariamente alla decadenza sociale ed economica che vive da un certo periodo a questa parte.
Alla messa di ieri, guarda caso, era presente anche Valter Tersigni, fratello del più noto Ernesto, sindaco della città, nonché delegato al decoro urbano. Chi era presente a quella funzione religiosa ci ha riferito di un grande frastuono – musica e urla che provenivano dall’esterno, dal palco sistemato davanti all’ingresso della Chiesa – che impediva addirittura di seguire lo svolgimento del rito. Ogni volta che qualcuno arrivato in ritardo apriva le porte della Chiesa, era impossibile seguire le parole del sacerdote. Molti fedeli si sono lamentati. Nessuno, però, nemmeno il delegato al decoro urbano, si è preoccupato di far abbassare il volume all’esterno. Del resto, evidentemente, dal Comune era stata concessa l’autorizzazione a quella presenza rumorosa, forse trascurando che, a quell’ora, in Chiesa, veniva celebrata la Messa. Ecco, questa è una di quelle occasioni in cui non si può confondere il sacro con il profano, ricordando ognuno quale è il proprio ruolo e come lo si deve interpretare fino in fondo.

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