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ECCO IL TRENO AMBULATORIO CIVICO MOBILE INTERREGIONALE

Dal Comitato interregionale ‘Salviamo la ferrovia Avezzano – Roccasecca’, a firma del presidente Emilio Cancelli e del vicepresidente Rosaria Villa, riceviamo e pubblichiamo la presentazione di un interessante progetto sperimentale, già sottoposto agli organi competenti delle regioni Lazio e Abruzzo. La ferrovia Avezzano – Sora – Roccasecca potrebbe diventare una via di comunicazione tra tutti gli ospedali lungo la tratta, attraverso un servizio di medicina mobile su rotaie in grado di ottimizzare l’offerta sanitaria del territorio. Come è evidente, attraverso questo servizio, oltre ad offrire prestazioni più qualificate al cittadino nel fondamentale comparto della Salute, si andrebbe a garantire un utilizzo valido e concreto per una linea ferroviaria che è ferma da mesi e per la quale non abbiamo ancora notizie certe. Qui di seguito la nota inviata alle redazioni dal comitato.

“Lo scorso 9 dicembre 2013 il Comitato Interregionale “Salviamo la Ferrovia Avezzano Roccasecca” ha presentato agli organi competenti delle Regioni Lazio e Abruzzo lo Studio di fattibilità e progettazione del Sistema (Sperimentale) di MEDICINA MOBILE REGIONALE LAZIOABRUZZO per la tratta ferroviaria Roccasecca-Avezzano, denominato Treno Ambulatorio Civico Mobile Interregionale (TACMI).

Il lavoro, realizzato congiuntamente al prof. Michele Angelaccio (Professore Associato del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Tor Vergata), si propone di allestire e studiare la logistica di trasporto per un servizio di medicina mobile che faccia da ponte tra gli Ospedali e Centri di Studio Romani e gli Ospedali dislocati nell’aree regionali a confine tra Lazio ed Abruzzo. Prevede soste in stazioni strategiche poste sulle tratte regionali (es. Sora-Avezzano-Frosinone-Cassino) in cui vengono effettuati servizi ambulatoriali tipicamente difficili da gestire in maniera integrata sul
territorio. Inoltre tale servizio potrà essere usato anche per progetti di monitoraggio di attività di medicina del territorio. Lo Studio prevede altresì l’integrazione con servizi di medicina per il turismo che risulta uno dei problemi spesso ignorati nella campagna di diffusione del turismo nella Italia meridionale.

I vantaggi del progetto sono evidenti, soprattutto per il territorio servito dalla ferrovia oggi ancora sospesa: coinvolgendo ed integrando ove possibile il servizio su gomma, si garantirebbe una tipologia di assistenza sanitaria che potremmo definire “da stazione a stazione”, oltre che un utilizzo concreto ed ulteriore della tratta ferroviaria. Dopo il convegno dello scorso 9 novembre, il progetto, realizzato nel silenzio di chi concretamente lavora per uno scopo ben preciso e non cerca pubblicità, rappresenta un ulteriore concreto tassello per cercare la riapertura ed un rilancio della rimpianta linea ferroviaria.

Non sarà peraltro questa la stazione capolinea dell’operato del Comitato. Sono in fase di studio altre iniziative per non far calare definitivamente l’oblio su una infrastruttura fondamentale per la mobilità delle Valli Roveto e del Liri.

Attendiamo ora le risposte delle Regioni coinvolte, di cui avremo cura di informare i cittadini”.

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