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Il Sindaco ordina ai privati: tagliate l’erba! E il Comune lo fa?

Erbacce e pulizia dei canali di scolo: Sindaco e assessore intimano il rispetto dell’ordinanza e minacciano l’emissione di multe per chi non si adegua ma, intanto, il Comune, non sembra fare il suo dovere. “Invito tutti i cittadini a provvedere alla pulizia dei propri terreni – tuona l’assessore all’Ambiente Maria Paola D’Orazio – affinché non si verifichino fenomeni di abbandono e degrado, con ricadute gravi dal punto di vista igienico e con ripercussioni sulla sicurezza di automobilisti e pedoni. E’ un atto di civiltà doveroso per garantire il decoro urbano e la pubblica incolumità”. Il discorso non farebbe una piega (ma, poi, il delegato al decoro non è Valter, fratello del Sindaco Tersigni?), se non fosse per tutte quelle aree che sono di competenza comunale e che risultano essere nel più totale abbandono, con l’erba che ha abbondantemente superato la crescita di normale tolleranza e che, per ciò stesso, limita la visibilità agli automobilisti ed è ricettacolo di animali, rappresentando gravi rischi di natura igienico-sanitaria, anche in pieno centro. “Stiamo intervenendo su tutto il territorio comunale – aggiunge però la D’Orazio – in piena sinergia con l’Ambiente S.p.a ed il Consorzio di Bonifica ‘Conca di Sora’”. Non abbiamo motivo di dubitare delle buone intenzioni professate. Fatto è che è a dir poco indecente lo stato in cui si presentano da settimane  ampi tratti del Lungoliri, ad esempio nella zona di Pontrinio, nelle aree prospicenti il fiume. Nessuno si è accorto di quello stato pietoso fino ad ora? Se no, sarebbe una mancanza grave. Se sì, sarebbe grave due volte. Per il momento, però, quello che fanno dal palazzo municipale, è ricordare ai privati di “effettuare la manutenzione e la pulizia dei terreni a ridosso delle strade, dei fossi e delle forme maestre”, così come “devono mantenere in condizioni di piena funzionalità anche i canali collettori di irrigazione e di scolo, le forme maestre, le condotte di cemento sottostanti i passi carrabili privati, le sponde dei fossati, dei canali di scolo e di irrigazione – privati e di proprietà di enti e consorzi di bonifica – adiacenti le strade comunali e le aree pubbliche. La manutenzione deve garantire la massima visibilità e percorribilità delle strade. Le sanzioni amministrative vanno da 200 a 500 euro, con l’obbligo per il privato di provvedere alla pulizia. Gli agenti della Polizia Locale sono incaricati di verificare il rispetto dell’ordinanza”, ovvero la n.10147 del 4 aprile 2013. Tutto bene. Ma la legge è uguale per tutti? Perché questo sembra essere uno di quei casi in cui si è pronti a cercare la pagliuzza nell’occhio dell’altro, ma non ci si accorge del palo che è piantato nel proprio!

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