AMBIENTE

ISOLA DEL LIRI – ARPINO – DEPURATORE INTERCOMUNALE, FATTI E MISFATTI

Sul depuratore intercomunale Isola del Liri – Arpino, sono ridotte al lumicino le speranze degli abitanti di Capitino di veder realizzata l’opera in una zona diversa. Gli ultimi fatti lo confermano. Ma c’è anche la inequivocabile conferma che alla gente la verità non sempre è stata detta. Ecco gli ultimi fatti. Il Comune di Isola del Liri, quasi sicuramente d’intesa con il delegato all’ambiente Giampaolo Tomaselli, ha espresso parere favorevole … con prescrizioni. Lo ha fatto con dieci giorni di ritardo rispetto alla scadenza dei termini e in appena una paginetta e un capoverso. Solo due le prescrizioni: non fate rumore, mitigate l’impatto visivo mettendo alberi sempreverdi…. cipressi. Come al camposanto.

E veniamo al secondo fatto. Lo scorso 26 luglio, alle ore 12.30, si è tenuto il tavolo tecnico di confronto con la Regione per la valutazione di impatto ambientale. Nonostante l’impegno della Coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia, non vi ha partecipato Giampaolo Tomaselli, né come delegato all’ambiente del Comune di Isola del Liri né come presidente del Comitato Cittadino. Quello delle 4 paginette di osservazioni, non firmate.

Sono venute fuori due questioni interessanti. La prima sugli usi civici: Il Comune di Isola del Liri ha presentato un certificato di destinazione urbanistica e non la relazione di un perito come chiesto da Acea. Perchè? Forse perché quella firmata da Giangrande è stata messa in discussione con un parere legale? Ma la seconda questione è ancora più inquietante e riguarda la vicenda del condominio ex Crdm. A pagina 4 del verbale del tavolo tecnico si legge: “Il progetto riguarda la realizzazione di un nuovo sistema di depurazione dei reflui civili…“.

Reflui civili, non industriali. E allora: come hanno fatto Stefano Vitale e Massimiliano Quadrini a garantire alle aziende ubicate nell’ex Crdm di far confluire i lori reflui non costruendo depuratore? Questi sono i fatti che emergono dalle carte. Pronti a illustrarle a tutti, anche al Comitato di Capitino. I misfatti sono ormai sotto gli occhi di tutti. Anche quelli di chi adesso si è abilmente defilato ma durante le proteste infiammò le gente di Capitino, suonando la trombetta ed evidenziando i rischi sanitari del depuratore. Quei rischi sanitari adesso non ci sono più? 
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