PUNTURE DI SPILLO

ISOLA DEL LIRI – DISASTRO BIBLIOTECA, DURO SI SFOGA

L’errore iniziale fu quello di chiamarla biblioteca quando in realtà per dimensioni era solo una “Sala Lettura”, così è classificata in Regione per cui si poteva incrementare di libri a spese del Comune, ma esclusa dai finanziamenti regionali“.

Lo ha scritto l’ex sindaco di Isola del Liri, Luciano Duro che ha aggiunto: “Era comunque un’opera della quale eravamo orgogliosi, un’ottima ristrutturazione con ampliamento di un vecchio casolare, un patrimonio di libri, nuovi e antichi, sicura fonte di conoscenza per i giovani studenti o semplici cittadini, ma anche un luogo tranquillo per studiare. La “Sala Lettura” era posta all’interno del parco “G. Nicolucci”, così si volle intitolare, si predispose anche l’area per un monumento, in onore del grande antropologo isolano.

La struttura porta invece il nome dell’illustre studioso e preside Modesto Galante, fondatore nel secondo dopoguerra della Scuola Media di Isola del Liri. Inaugurata nel 2007 – ricorda Luciano Duro –  era immersa nel verde del parco, elegantemente arredato con panchine di metallo, portarifiuti di pregevole fattura e reperti di archeologia industriale, trasformati in fontana, la cui acqua, fuoriusciva con forza dal terreno. Due grandi targhe trasparenti che raffiguravano Nicolucci e Galante furono sistemate con gusto, ma vennero quasi subito divelte e gettate nel fiume da ignoti vandali. La “Sala di Lettura Modesto Galante”, è ormai chiusa da tanto tempo, oggi – osserva l’ex sindaco – è paragonabile ad un umido magazzino con libri stipati alla rinfusa e fili elettrici che fuoriescono dalla sede preposta, sporcizia ed un nauseante odore di muffa.

Quegli eleganti arredi del parco sono spariti, manca qualche panchina e la protezione dal fiume in alcuni tratti è insicura. La bella ed originale fontana, simbolo di una tradizione operaia, è a secco. Era il nostro orgoglio, oggi è il simbolo dell’incuria. La cultura è un patrimonio d’inestimabile valore, testimonia la crescita di un’intera collettività. Se penso a quanto hanno dato Giustiano Nicolucci e Modesto Galante – conclude – di certo non meritavano tutto questo“. 


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