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LO SAPEVATE CHE… OGGI LA CHIESA RICORDA SANTA FRANCESCA ROMANA PATRONA CONTRO LE PESTILENZE

Lo sapevate che.. la Chiesa ricorda oggi Santa Francesca Romana, compatrona di Roma, la cui protezione viene invocata contro le pestilenza e per la liberazione delle anime del Purgatorio. Dal 1951 è anche patrona degli automobilisti. In questo terribile momento funestato dalla pandemia, è ancora più sentita la devozione verso la Santa, invocata affinché allontani dall’intera umanità la terribile minaccia del Covid-19.

Francesca Romana, fu proclamata santa il 29 maggio 1608 da papa Paolo V; e papa Urbano VIII volle nella chiesa di Santa Francesca Romana, un tempietto con quattro colonne di diaspro, con una statua in bronzo dorato che la raffigura in compagnia dell’Angelo Custode, che l’aveva assistita tutta la vita.

La nobile Francesca Bussa de’ Buxis de’ Leoni nacque a Roma nel 1384, in una nobile e ricca famiglia. Fin da piccola sognava la vita monastica, ma suo padre la volle sposa del nobile Lorenzo de’ Ponziani, a soli dodici anni. Francesca si adattò poco alla nuova vita coniugale, tanto che la sofferenza le provocò uno stato di anoressia che la sprofondò nella prostrazione. Invano i familiari tentarono di risollevarla, finché all’alba del 16 luglio 1398 le apparve in sogno sant’Alessio che le diceva: “Tu devi vivere… Il Signore vuole che tu viva per glorificare il suo nome”. Al risveglio Francesca, si recò alla chiesa dedicata al santo pellegrino sull’Aventino, per ringraziarlo e da allora la sua vita cambiò, accettando la sua condizione di sposa e a 16 anni ebbe il primo dei tre figli, che amò teneramente. Con semplicità accettò i grandi doni della vita, l’amore dello sposo, i suoi titoli nobiliari, le sue ricchezze, i tre figli nati dalla loro unione.

Da sempre generosa con tutti, specie con i poveri e i malati, durante l’epidemia di peste che colpì Roma, aprì le porte del suo palazzo per accogliere i malati, e la peste portò via due dei suoi tre figli contagiando anche lei, che riuscì a guarirne. Per poter ampliare la sua azione caritativa, nel 1425 fondò la congregazione delle Oblate Olivetane di Santa Maria Nuova, dette anche Oblate di Tor de’ Specchi. Pur continuando ad abitare nel suo palazzo per assistere il marito malato, si recava ogni giorno al monastero, finché alla morte del marito vi si trasferì definitivamente.

La “Santa di Roma”, come veniva chiamata, non morì nel suo monastero, ma nel palazzo Ponziani, perché da pochi giorni si era spostata lì per assistere il figlio gravemente ammalato; dopo poco tempo il figlio guarì ma lei ormai sfinita, morì il 9 marzo 1440.

(Fonte papaboys.org)

Ph. Credits: famigliacristiana.it

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