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LO SAPEVATE CHE… TANTI GLI ANTICHI RITUALI LEGATI AL CULTO DELLA MADONNA DI CANNETO

Si è conclusa domenica 22 agosto, la tradizionale festa dedicata alla Madonna di Canneto. In particolare, dal 18 al 22 agosto migliaia di pellegrini si recano in preghiera al santuario, provenienti dal cassinate, dal sorano, dalle province di Latina, Roma, Caserta, Isernia, Napoli. Tanti, organizzati in compagnie, ripercorrono, a piedi, gli antichi sentieri che si arrampicano sui monti, seguendo le antiche tradizioni dei loro padri.

In passato i pellegrini compivano nel santuario o nei dintorni diversi rituali, ancora oggi presenti, seppur in forma residuale. All’arrivo molti usavano fare gli ultimi metri in ginocchio, e quando lasciavano la chiesa camminavano a ritroso per non voltare le spalle alla Vergine. Altre consuetudini erano da una parte la ricerca delle “stellucce” della Madonna alla sorgente di Capodacqua, dove si diceva ci fossero le schegge che l’anello della Signora aveva lasciato a contatto con la roccia, quando aveva fatto sgorgare l’acqua, e dall’altra la “comparanza” che si acquistava immergendosi con i piedi nell’acqua e compiendo alcuni gesti e formule predefiniti e recitando il Pater, Ave, Gloria tenendosi per mano. Queste usanze sono in genere documentate dal racconto degli osservatori o dalle disposizioni delle autorità ecclesiastiche che manifestano una certa preoccupazione per gli aspetti superstiziosi e paganeggianti di alcune di esse.

I pellegrini provenienti dal sorano associavano la venerazione della Madonna di Canneto con quella di San Domenico di Sora, popolarmente definiti “fratello e sorella”. Le spoglie di San Domenico, custodite nella abbazia, oggi basilica minore come Canneto, che sorge alla confluenza del Fibreno con il Liri, venivano visitate sulla via del ritorno, il giorno 22, quando si ricorda la dedicazione della chiesa.

Carla Cristini


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