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MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE. IULA: “MI DIMETTO SE IL SINDACO SI SCUSERA’ CON I SORANI”.

Il Sindaco Ernesto Tersigni e il Presidente del Consiglio comunale Giacomo Iula

“Non è in gioco la mia poltrona o il mio prestigio politico”. Esordisce così, in una nota inviata ai mezzi di comunicazione, Giacomo Iula, presidente del Consiglio comunale di Sora. L’assemblea civica si riunirà domani pomeriggio per discutere della mozione di sfiducia presentata dalla maggioranza, arrivata dopo il colpo di scena del ritiro, da parte del sindaco,  del punto all’ordine del giorno che prevedeva la decadenza da consigliere dello stesso Iula. A 24 ore da questo nuovo appuntamento, Iula conferma di essere pronto a fare un passo indietro se il sindaco si scuserà per il “vergognoso teatrino di questi mesi”.

“E’ di tutta evidenza pubblica – si legge nella nota –  che, sul piano personale, la mia battaglia l’ho vinta, anzi stravinta, nella seduta del 9 marzo con il miserrimo ritiro da parte della maggioranza del punto sulla mia decadenza come consigliere comunale per presunte assenze ingiustificate. Nella seduta dell’8 aprile è in gioco la funzione istituzionale della Presidenza del Consiglio Comunale. Se i nove consiglieri comunali di maggioranza, promotori della mozione della sfiducia, la votassero creerebbero un precedente politico amministrativo devastante con conseguenze che si ripercuoteranno sistematicamente in futuro.

Per questo, per salvare l’istituzione della Presidenza del Consiglio Comunale, io sono pronto a fare la mia parte dimettendomi a patto che tutti i consiglieri facciano la loro parte e in particolar modo che Sindaco e la sua maggioranza si scusino pubblicamente con la città per il vergognoso teatrino di questi mesi; a patto che si apra in consiglio un confronto libero e schietto al termine del quale venga ritirato il punto all’odg ed il sindaco s’impegni a votare il nuovo ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale di Sora in collaborazione con i consiglieri della minoranza. Se tutto ciò non dovesse avvenire, sono ovviamente pronto a difendere il ruolo del Presidente del Consiglio in tutte le sedi opportune e legittime a partire da quella giuridico amministrativa del Tar competente.

 

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