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ROSALIA BONO: “IL CASO SORA E LA DEGENERAZIONE DEL SISTEMA POLITICO”

Dall'Avvocato Rosalia Bono, già Difensore Civico del Comune di Sora, riceviamo e pubblichiamo.

"I vorticosi avvenimenti che, nel giro di pochi giorni, hanno determinato il prolungamento della disastrosa amministrazione Tersigni, senza dubbio, rappresentano un capitolo buio nella storia di Sora. Nel momento in cui si era sul punto di cambiare finalmente marcia, quando cioè la schiera dei delusi si andava popolando sempre più, ecco arrivare le “crocerossine” di una CORRENTE del Partito Democratico, precipitatesi al capezzale del sindaco Tersigni, dimenticando, in un sol colpo, le belle parole di facciata che sia il consigliere democratico sia la giovane segretaria del “cambiare verso” avevano pronunciato sino ad allora per evidenziare una sciagurata azione di governo, poi immotivatamente sposata. E ciò per il diktat di esponenti politici che nulla hanno a che fare con la nostra Sora. Ma, d’altro canto, cosa mai ci può aspettare da chi, senza indugio, stringe alleanze a destra e sinistra pur di “assicurarsi” Provincia e comuni!  

Il problema è che si manca di COERENZA. Proprio questo termine ‘coerenza’ mi spinge a riflettere, più in generale, sullo scadimento complessivo di un sistema, quello politico, sprofondato in un abisso dal quale sarà quasi impossibile tirarlo fuori. ‘Coerenza’, Responsabilità’, ‘Serietà’, ‘Bene Comune’: riuscite a trovare dei vocaboli più abusati, più consapevolmente distorti, più violentati di questi?

I personalismi, le inarrestabili ambizioni e la sconsiderata sete di potere hanno preso il sopravvento, relegando ad un ruolo di comprimari valori come l’etica e la morale. E, cosa ancora peggiore, mi sembra di scorgere nella gente quel sentimento, altrettanto dannoso, di assuefazione a queste vere e proprie bestialità. Della serie: ‘Facessero come vogliono, tanto ormai la politica non può fare più niente per noi’. Ecco il drammatico risultato di questa degenerazione: la rassegnazione della gente.

Io credo, invece, che soprattutto da parte nostra non si debba mai smettere di indignarsi, che non si debba mai smettere di alzare la voce di fronte ad un simile scenario, perché se ci abituiamo a questo genere di condotte, allora davvero tutto sarà perduto. Tornando al caso Sora, la situazione amministrativa venutasi a delineare sta creando uno stato d’animo che non si discosta molto da quanto descritto: i cittadini non avvertono più quella passione e quel coinvolgimento nella vita pubblica; si sentono in balìa di meccanismi più grandi di loro, che li escludono dal processo decisionale.

Siamo in un momento molto delicato, nel quale non possiamo contare su un’amministrazione impegnata solo a contarsi e non a governare: non dobbiamo tuttavia abituarci, perché solo dall’indignazione si può trovare la forza di reagire".