COMUNALI

SORA – PREFERENZE, CHI BRILLA E CHI SPERA

Si riparte dallo 0 – 0. Ne sono consapevoli nel gruppo che fa capo a Luca Di Stefano dove la soddisfazione è grande come il risultato ottenuto. Moderazione è la parola d’ordine, ma c’è pure la consapevolezza che Sora ha già scelto attribuendo al giovane candidato sindaco quasi 6.000 voti che, con cinque agguerrite formazioni in campo, non sono per nulla pochi. Tutt’altro!

Dall’analisi delle preferenze emergono alcune curiosità. Nonostante sia di fatto eletto in Consiglio, il regista del raggruppamento di Eugenia Tersigni, vale a dire l’omonimo Valter Tersigni, non ha brillato affatto. I suoi 297 voti sono meno della metà degli oltre 600 che raccolse cinque anni fa. L’immagine già offuscata e poco promossa durante la campagna elettorale è sempre più ombrata. Dietro Francesco Leonetti (180). Maluccio il collega Lorenzo Mascolo (59). L’exploit lo ha fatto Manuela Cerqua, l’ex direttrice del Museo ha collezionato 426 preferenze surclassando l’ex vice sindaco Andrea Petricca fermo a 250 voti, che non sono comunque pochi. Bene anche Luciano Conte (380). Chissà se Annamaria Bellisario (83), terza dietro Dora Lombardi (112) è contenta? Soddisfacente anche il risultato di Serafino Pontone Gravaldi (219) e di Paolo Ceccano (141). Quest’ultimo una volta entrò in Consiglio comunale con meno di 40 voti.

Non si può fare a meno di dedicare due parole al sindaco uscente Roberto De Donatis. L’errore lo ha commesso quando la sua piattaforma civica ha cominciato a scricchiolare. Forse oggi racconterebbe una storia diversa rispetto al misero 6 per cento raccolto ieri che lo tiene fuori dall’aula consiliare. De Donatis può tuttavia contare sul fatto che alcuni suoi progetti, almeno in una delle due ipotesi, saranno completati. Nella debacle generale sorride, ma poco, l’assessore Gabriella Paolacci (158), un po’ dietro il consigliere comunale Bruno Calderoni (97)

C’è poco da esultare pure nel Movimento 5 Stelle dove Valeria Di Folco non ha sfondato. Anzi, i ‘contini’ ammainano la bandiera che avevano piazzato in Consiglio cinque anni fa con Fabrizio Pintori. Dovrebbe riflettere anche il consigliere regionale Loreto Marcelli. Nella sua città le cose non sono andate affatto bene. La visita dell’ex premier Giuseppe Conte avrà pure riempito la piazza ma non le urne con i voti stellati. In ogni caso nella lista M5S si è distinta Angela Musilli (114).

Infine il centrodestra. La sconfitta dei partiti rispetto alle civiche è evidente. Il candidato sindaco Federico Altobelli ha ricevuto l’investitura pochissimi giorni prima della presentazione delle liste, una volta ‘fatto secco’ Giuseppe Ruggieri Ha fatto quello che ha potuto apparendo tuttavia un punto di riferimento per molti sorani. Comunque vada si accomoderà in aula insieme a Lino Caschera (617 – nella foto), il mister preferenze di questa tornata elettorale. Dopo le polemiche frontali con Eugenia Tersigni, l’esponente della Lega si è tolto la soddisfazione di doppiare il suo ispiratore. Bene anche l’assessore Veronica Di Ruscio (314). In Forza Italia 124 consensi li raccoglie Serena Petricca, mentre Vittorio Di Carlo si ferma a 85, uno in meno di Stefano Bifera (86). Nell’Udc molto bene Salvatore Meglio (260) di una spanna sopra la ‘collegata’ Maria Mantova (233). Qui vanno evidenziati cinque voti di differenza tra una lista e l’altra che potrebbero proiettare Meglio in Consiglio comunale. Evidentemente il lavoro ‘ai fianchi’ svolto dal gruppo che fa capo a Mario Cioffi e Gino Giannetti ha raggiunto l’obiettivo di piazzare al primo e secondo posto l’accoppiata. Ora non c’è altro da fare che… C’è poi Fratelli d’Italia. Qui in un certo senso è uscita una sorpresa: il presidente del consiglio comunale Antonio Lecce (288) ha superato Massimiliano Bruni (263) mentre la consigliera comunale Simona Castagna ha raccolto 182 preferenze. I cinque voti di lista che fanno la differenza qui pesano molto. C’è poi Cambiamo che mette in luce Gianni Iacobelli ma con ‘soli’ 82 consensi.

Luciano Nicolò


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