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IL CAMEO, ARTE E TRADIZIONE: SORA, I RITI DELLA SETTIMANA SANTA

di Stefano Di Palma

Nel mondo cattolico la Settimana Santa rappresenta uno dei momenti più forti e significativi della vita cristiana dove si celebra il sacrificio di Cristo sulla croce e la sua Risurrezione. Di particolare interesse risultano i riti che si susseguono in questo periodo, ovviamente scanditi dalla liturgia, ai quali si associano tradizioni locali che connotano la Pasqua di ogni paese e città.

Con la Domenica delle Palme si ha il primo appuntamento religioso. Si tratta della Domenica di Passione, associato ad un messaggio di pace dal mondo laico a causa dei rami di ulivo benedetto che vengono distribuiti durante la messa, ma che rievoca nello specifico l’ingresso di Cristo a Gerusalemme dove fu accolto, prima di morire, dal popolo festante. La liturgia di questa giornata prevede una celebrazione eucaristica più lunga dove si benedicono i suddetti rami e si legge il vangelo che racconta la Passione di Cristo. Per tale motivo il colore liturgico usato è il rosso.

Nei giorni precedenti questa domenica presso le strade di Sora vari gruppi di musicisti e cantori si recano nelle case dei cittadini dove si canta la “Passione”; tale iniziativa s’interrompe il sabato antecedente la Domenica delle Palme ed in quel giorno, con una usanza ormai decaduta, si cantava la “Palma” a conclusione di quel periodo di preparazione.

Superati il lunedì e martedì santo si arriva al mercoledì dove si celebra la cosiddetta “Messa Crismale”. Il vescovo riunisce nella Cattedrale di Santa Maria il clero ed il popolo dell’intera diocesi e durante la celebrazione benedice i tre oli santi conservati in distinti vasi (il Crisma olio mescolato ad essenze di profumo che viene utilizzato per amministrare  i sacramenti del battesimo, della confermazione e dell’ordine sacro; l’Olio dei Catecumeni che è utilizzato nei riti preparatori nel battesimo affinché il candidato riceva forza nella battaglia contro il peccato; l’Olio degli Infermi con il quale si unge il capo e le mani dei malati). Dopo la messa ciascun presbitero preleva parte degli oli che vengono custoditi in parrocchia per le funzioni descritte.

Con il Giovedì Santo inizia il Triduo Pasquale. Nel pomeriggio in tutte le parrocchie di Sora si celebra la Messa in “Coena Domini” dove si ricorda appunto la Cena del Signore, l’istituzione dell’Eucaristia e si rievoca la “Lavanda dei piedi” ovvero il gesto con cui Gesù, la vigilia della sua passione, ha lavato i piedi ai suoi apostoli. L’episodio è narrato nel Vangelo di Giovanni e ci ricorda che il Signore si fa servo e che questa donazione di se stesso è sigillata nella croce dove l’Agnello di Dio salva l’umanità.

Presso ogni chiesa dove si celebra la Cena viene allestito l’altare della reposizione che non coincide con l’altare dove si celebra solitamente l’Eucaristia. Si tratta di un luogo apposito solennemente addobbato con fiori o altri simboli (in passato si usava del grano coltivato nelle case dei fedeli nel periodo quaresimale dal caratteristico colore bianco). La norma liturgica prevede l’erezione di questo luogo per poter permettere di fare la Comunione il giorno seguente, il Venerdì Santo, ai fedeli che partecipano all’Azione liturgica della Passione del Signore. In quel giorno infatti è proibito offrire il Sacrificio della Messa e ci si concentra sull’Adorazione della Croce. Proprio per questa specificità del rito, unico nel suo genere, gli anziani di un tempo lo chiamavano “Messa secca” perché privo di consacrazione eucaristica.

L’altare della reposizione è anche utile per invitare i fedeli all’adorazione nella sera del Giovedì Santo. Nella segno della tradizione e del linguaggio tipico dei centri dell’Italia meridionale, anche a Sora tale altare è definito impropriamente come “sepolcro” e le visite serali nelle varie chiese vengono definite “giro dei sepolcri” o “giro delle sette chiese”.  L’usanza, non certificata dalla dottrina, è che ogni fedele visiti da cinque (quante sono le piaghe di Cristo) a sette (quanti sono i dolori di Maria) di questi allestimenti;  non si tratta di un sepolcro che simboleggia la morte di Gesù ma di un luogo in cui adorare l’ostia consacrata. La visita ai “sepolcri” di Sora viene effettuata in prima serata dai cittadini ed è rievocata insieme agli avvenimenti dell’agonia di Cristo e della Passione nella manifestazione denominata il “Tamburo” dove al suono di questo strumento i partecipanti si riuniscono nel cuore della notte presso la Chiesa di Santa Restituta e pregano sino al primo mattino lungo le strade, davanti le varie chiese e al cimitero.

Il Venerdì Santo, giorno di digiuno e astinenza, la morte del Signore è ricordata ai cittadini alle ore 15 (l’ora nona citata nel vangelo) con dei colpi cadenzati che vengono sparati vicino la Chiesa della Madonna delle Grazie. Protagonista assoluta della giornata è la processione serale del Cristo Morto e dell’Addolorata alla quale partecipano le confraternite, le pie associazioni, il vescovo, il clero locale ed il popolo.

I simulacri sono conservati nella centrale Chiesa di Santo Spirito dove sin dal Giovedì Santo sono esposti alla pubblica venerazione inseriti in uno scenografico apparato allestito per l’occasione. In passato la processione si svolgeva la mattina del Venerdì Santo per comodità dei fedeli, soprattutto quelli della campagna che affrontavano molta strada per parteciparvi. Nel pomeriggio si eseguivano le tre Ore di Agonia nella Chiesa di Santo Spirito. Per dare una giusta sequenza cronologica (ovvero prima l’agonia e poi la processione intesa quale accompagno funebre) il Vescovo Agostino Mancinelli dispose nel 1933 di collocare il rito religioso nella Cattedrale il pomeriggio e la processione la sera.

Il Sabato Santo è giorno di silenzio e si ricorda Gesù nel sepolcro. La sera in alcune chiese e nella cattedrale si svolge la Veglia Pasquale; si tratta di una liturgia di straordinario interesse e ricca di simboli. La Risurrezione è annunciata con il suono delle campane (che dal Giovedì Santo non suonano in segno di lutto), si leggono i passi biblici che richiamano la Pasqua ebraica ed il passaggio a quella cristiana, si benedicono il fuoco e l’acqua e dove possibile si somministra il battesimo ai catecumeni.

Foto tratta da Internet