SCUOLA

ARPINO – L’INVERNO, GLI STUDENTI E LE PENSILINE

Non si deve costruire un palazzo di cinquanta piani, nemmeno una diga, oppure scavare una galleria nella montagna. No, niente di tutto questo.

Agli studenti dell’Itis occorre un po’ di riparo. L’immagine in alto è di ieri. Mostra una cinquantina di ragazzi in attesa degli autobus che li riportino a casa. Stazionano davanti al piazzale dell’Istituto, alcuni anche per decine di minuti. Niente di strano se non fosse che in paese da anni si attende l’installazione di qualche pensilina sotto la quale ripararsi quando piove, tira vento, grandina o nevica. Insomma, quando il tempo è brutto. Fra un po’ farà freddo sul serio. Gli anni passano ma il modesto problema non viene risolto. Si tratta pur sempre di studenti, buona parte dei quali di fuori, che vengono a studiare ad Arpino, la cosiddetta Città della Cultura.

Delle pensiline (o simili) si parla da tanto tempo. L’amministrazione comunale in carica governa da quasi nove anni. C’è addirittura un delegato alla pubblica istruzione. E poi? A nulla sono valse anche la ripetute sollecitazioni del consigliere Mauro Iafrate, che pure ha premuto affinché la questione fosse risolta. Magari tramite l’intervento privato. Ma il tempo scorre, il maltempo arriva e gli studenti dell’Itis aspettano! Nel frattempo sta spuntando un deposito di monnezza. Pardon, una mini isola ecologica!


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