PERSONAGGI

Buon compleanno Cicerone

Marco Tullio Cicerone ‘compie’ oggi 2.130 anni. Nacque infatti il 3 gennaio del 106 a.C. Per l’occasione pubblichiamo un interessante post dell’ex sindaco di Arpino Saverio Zarrelli dal titolo:

L’Amor patrio e il 3 gennaio
“… i luoghi delle sensibilità particolari”
Cicerone amava profondamente il luogo natio, non solo l’incantevole villa sul Fibreno, ma anche e soprattutto il Municipium arpinate e i suoi concittadini.
È bello ricordare quando all’apice dei suoi successi politici, Catilina con l’intento di schernirlo, lo definì: “inquilinus civis urbis Romae”.
Lui in quella occasione non reagì, non s’offese, perché c’era una verità di fondo in quell’espressione; infatti, è comprovato quanto Cicerone non si sentisse solo romano, ma anche “arpinate” (figlio di una Terra diversa da quella della “grande città”, figlio di un ambiente aspro e non agiato con caratteristiche dissimili, ma non inferiore all’altro).
Ma c’è una sottigliezza più profonda da sviscerare, perché noi siamo legati ad un concetto “patrio” totalmente sconosciuto nella Roma repubblicana di allora.
È lo stesso Marco Tullio a sciogliere con coscienza quello che potrebbe apparire un evidente ossimoro. Ci mostra i due aspetti della medaglia; in quei “volsci” che contribuirono a fare di Roma il centro del mondo convivevano “l’amor patrio” inteso come legame indissolubile con il luogo natio e “l’amore caput mundi” inteso come legame con la città eterna, con lo Stato repubblicano retto dal diritto e dalla legge.
L’esempio lampante sta tutto nella “Pro Plancio”.
Plancio aedilis designatus (54 a.C.) viene accusato da Iuventus Laterensis sconfitto nelle elezioni, di sodalicia (associazionismo indebito); Cicerone nell’occasione difende Plancio con passione inusitata (Plancio è un “compatriota osco”, un “finitimo” di Atina, uno che come Lui viene da una Terra muta fatta di roccia, da quell’Atina che sembrerebbe non avere voce in capitolo contro Tuscolo, città di Laterensis, se non fosse che verso Tuscolo non c’è “l’amor patrio” di nessuno e senza “l’amor patrio” Laterensis è destinato alla sconfitta certa) e non a caso, proprio in un passo della Pro Plancio, Marco Tullio afferma “… in qualunque Arpinate ti imbatterai dovrai sentire qualcosa, anche a non volerlo”, come a dire “nell’ambiente volsco di Arpino, si formano sensibilità particolari”.
… molti “elogiano Cicerone”, altri si soffermano sulle “sue contraddizioni” … gli Arpinati dovrebbero comunque, portargli perenne gratitudine perché ha donato ad Arpino una “fama imperitura”, una “risonanza altisonante, piacevole e gratificante” che supera le barriere del tempo.
di Saverio Zarrelli – Presidente Archeoclub Arpino