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FERROVIA AVEZZANO – ROCCASECCA, SEL PRESENTA UNA INTERROGAZIONE

E’ arrivata anche una interrogazione sulla riapertura della tratta ferroviaria Avezzano – Roccasecca. A presentarla, è stato, nella giornata odierna, Nazzareno Pilozzi, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà, il quale, scrivendo al Ministro dei Trasporti, ha spiegato che la tratta che passa per Sora è una delle più “antiche d’Italia, utilizzata ancora oggi da migliaia di persone, soprattutto studenti” e che, per tali motivi, “non può e non deve essere abbandonata dal gestore pubblico». In pratica, il parlamentare mette in evidenza alcuni dati, per cui il traffico dei viaggiatori dimostra che non può trattarsi di una tratta in dismissione e bisogna perciò effettuare i necessari lavori per poterla riaprire.

Ecco per esteso il comunicato stampa che abbiamo ricevuto dall’On.Pilozzi:

Riaprire il prima possibile la tratta ferroviaria tra Avezzano e Sora dopo i necessari interventi di manutenzione: questa la richiesta di Nazzareno Pilozzi, deputato di Sinistra Ecologia Libertà, in un’interrogazione presentata oggi al Ministro dei Trasporti in seguito al rinvio sine die dell’apertura della tratta ferroviaria annunciato da Rete Ferroviaria Italiana.

“Una delle più antiche tratte ferroviarie d’Italia, utilizzata ancora oggi da migliaia di persone – soprattutto studenti – non può e non deve essere abbandonata dal gestore pubblico” continua Pilozzi.

La richiesta del deputato ciociaro è quella di trovare subito i fondi necessari per completare le opere di manutenzione della struttura e terminare i lavori.

Secondo i dati dell’Osservatorio Regionale Trasporti dell’Abruzzo (TRAIL), la tratta ha oggi un traffico medio giornaliero feriale pari a ben 28 mila viaggiatori/chilometro, con un incremento negli ultimi anni pari al 16%, dunque niente affatto una tratta in via di abbandono ma, anzi, una struttura sempre più utilizzata dai tanti pendolari del territorio.

“La cosa è ancora più assurda se si pensa che, negli ultimi anni, RFI ha investito molti soldi per mettere in sicurezza tutti i 79 km della tratta, la quale oggi risulta avere standard di sicurezza tra i più moderni. La chiusura a tempo indeterminato comporterà l’inevitabile deterioramento della struttura e un ulteriore spreco di denaro pubblico”.

“Oltre agli inevitabili disagi per gli utenti della tratta, anche in presenza di un servizio sostitutivo, la chiusura della ferrovia costituisce un errore strategico fondamentale, in contrasto con una politica nazionale dei trasporti volta a incentivare l’utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale, riducendo le emissioni di gas serra e l’inquinamento ambientale” ha concluso Pilozzi.