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MERITOCRAZIA: LA LETTERA DI UNA STUDENTESSA AL MINISTRO CARROZA

Caro Ministro,
sicuramente non si ricorderà di me, ma io sono Chiara Forcella una ragazza che lo scorso anno ha seguito una sua lezione durante il corso di orientamento universitario della Scuola Normale Superiore a San Miniato. Ancora quella lezione ce l’ho in mente : “ la biorobotica indossabile” , ho in mente ancora l’aspetto umano della scienza che ci ha fatto notare nel sorriso di un ragazzo che muoveva la sua mano artificiale, ho in mente ancora il libro che mi ha consigliato : “Advice for a young investigator”. Oggi, dopo il test d’ingresso per la facoltà di Medicina, risuonano in me le parole di quel libro , Ramon y Cayal scriveva che uno scienziato doveva avere costanza, curiosità e patriottismo, ed io e gli altri ragazzi che stavano lì abbiamo avuto tutti queste qualità.

Abbiamo avuto costanza perché ci siamo preparati per il test d’ingresso, nonostante l’esame di maturità raggiunto con il massimo dei voti, ma siamo stati ripagati con l’abolizione del bonus; abbiamo avuto curiosità perché ognuno di noi ha approfondito, non limitandosi alla conoscenza nozionistica , che vogliono i test a crocette, ma un quiz non valuta la mente di una persona e la sua voglia di fare; abbiamo avuto patriottismo poiché potevamo come tanti “emigrare” nelle università a numero aperto a Chiasso, in Romania , in Spagna , eppure siamo rimasti qui , perché in fondo nel sistema universitario italiano ci crediamo e ci abbiamo creduto ancora di più quando è diventata Ministro dell’Istruzione. Mi creda quando le dico che quel giorno è stato una vera gioia; ci mandavamo sms, scrivevamo su facebook che le cose sarebbero cambiate, che la meritocrazia sarebbe stata di nuovo al potere… Stasera mi trovo qui a scrivere questa lettera non tanto a nome mio, perché sono stata già immatricolata all’Università Cattolica e ho fatto il test solo per tentare il concorso al Sant’Anna, ma le scrivo a nome di tutti i miei amici di San Miniato. Siamo rimasti delusi dal cambiamento improvviso dell’attribuzione del bonus di maturità, dal caos che c’era nelle aule dove chi avesse voluto , avrebbe potuto consultarsi tranquillamente con il compagno di banco per scegliere l’alternativa esatta… Penso che anche lei sia d’accordo che un test a crocette non può decidere il futuro di una persona e la sua preparazione, purtroppo il quiz è l’unica metodologia che permette una correzione veloce dell’elevato numero di compiti compilati da infiniti ragazzi, ma questi dovrebbero essere svolti con la massima serietà cosa che non è stata fatta.

Inutile citare l’annullamento dei test che c’è stato nei giorni scorsi o il fatto che una domanda di logica era uguale al test di Veterinaria (cosa che mi è stata detta da un amico di San Miniato) ; a questi tipi di inconveniente il candidato che affronta un test d’accesso deve essere preparato così come alle file interminabili per entrare in aula, al tempo perso durante il quiz per compilare una scheda anagrafica. Eppure, se alla fine trionfasse la meritocrazia, penso che saremmo disposti a sopportarlo perché per noi ciò che conta è STUDIARE MEDICINA. Per quanto mi riguarda e per quel che riguarda anche i miei colleghi di San Miniato, la facoltà di Medicina rappresenta l’unica alternativa per i nostri studi altrimenti non ci saremo sacrificati per tutta l’estate, non saremo usciti con gli occhi pieni di rabbia dopo il test, non sarei qui a scriverle questa lettera.

Oggi abbiamo visto gente consultarsi liberamente, abbiamo sentito che ci saranno tolti quei preziosi punti su cui contavamo e che non dovevano essere chiamati “bonus” , ma “premio”perché ce li siamo guadagnati in 5 anni di scuola superiore. Alla fine di questa lettera risuonano ancora quelle parole costanza, curiosità e patriottismo forse è questo che chiediamo a lei e al governo, perché in fondo chi “comanda” diventa anche lui ricercatore perché deve trovare la formula giusta per far andare bene le cose… Così le scrivo il commento che feci sopra il link dell’articolo che riportava il suo avvento al Ministero “Professoressa, ci aspettiamo grandi cose”.

A nome dei ragazzi di San Miniato, di quelli che l’hanno fatta, di quelli che ce la faranno, di quelli che non ce la faranno e di chi si siederà il prossimo anno al mio posto in quel banco.

Saluti Chiara Forcella

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