L'INIZIATIVA

Msg Campano – San Tommaso, ecco il docufilm

San Tommaso, il Doctor Angelicus, la figura in cui spiritualità e filosofia trovano la sintesi. Un pensiero raffinato il suo, che ha saputo coniugare in chiave teologica scienza, grazie e morale. Un nome legato a doppia mandata a Monte San Giovanni Campano, che è stata custode della sua prigionia.

E proprio la città, in occasione del settimo centenario della sua Canonizzazione, a 750 anni dalla sua morte e per l’ottavo centenario della sua nascita, ha scelto di dedicare a San Tommaso d’Aquino un triennio celebrativo inaugurato il 7 marzo 2023.  Domani, venerdì 20 ottobre, riprende il filone della commemorazione con la proiezione di un docufilm presso la Chiesa Collegiata a partire dalle 19.

La pellicola è stata ideata e scritta da Antonio Marsella che ne ha curato anche la regia insieme a Cristina Raso. Per il processo di Canonizzazione la direzione registica è stata affidata a Franco Palombi e Rita Casavecchia. Un momento di profonda condivisione spirituale che vedrà coinvolte tutte le comunità parrocchiali della città. Al termine della proiezione, cui prenderà parte anche Mons. Ambrogio Spreafico, le stesse comunità riceveranno dal Vescovo un’immagine del Santo da custodire ed esporre nelle proprie parrocchie. Una fede indubbia e profonda quella di San Tommaso che ha saputo leggere il mondo con gli occhi di un teologo senza mai smettere di essere un uomo di Dio. Un invito a partecipare esteso dal parroco Don Giacinto Mancini.

Nell’ambito degli eventi che le comunità parrocchiali della nostra Città, insieme all’amministrazione comunale, stanno realizzando nel corso di questo Triennio Tommasiano (2023-2025), l’iniziativa di proporre un docufilm sulla vita di san Tommaso e la consegna ai rispettivi parroci delle parrocchie del Comune della riproduzione fotografica della sua statua custodita in Collegiata assume un duplice significato.

La proiezione del docufilm si prefigge lo scopo di proseguire nell’impegno di far conoscere meglio la vita del Santo perché, a prescindere da ciò che i monticiani conoscono meglio – ossia gli episodi avvenuti tra le mura del Castello di Monte San Giovanni –, tutti possano ammirare la grandezza di un uomo che ancora oggi è considerato uno tra i più grandi teologi della Chiesa.”