ARTE CULTURA E INTRATTENIMENTO Te lo dico in rima

PER CONSEGNARE ALLA MORTE UNA GOCCIA DI SPLENDORE

…”Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

col suo marchio speciale di speciale disperazione

e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi

per consegnare alla morte una goccia di splendore

di umanità, di verità

Per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio

e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli

con improbabili nomi di cantanti di tango

in un vasto programma di eternità

Ricorda Signore questi servi disobbedienti

alle leggi del branco

non dimenticare il loro volto

che dopo tanto sbandare

è appena giusto che la fortuna li aiuti

Come una svista

come un’anomalia

come una distrazione

come un dovere.”

 

L’11 gennaio del 1999 si spegneva a Milano uno dei più grandi cantautori che l’Italia abbia mai avuto: Fabrizio De Andrè. Abbiamo scelto di ricordarlo attraverso le parole della sua “Smisurata preghiera”, canzone che chiude il suo ultimo album “Anime salve” del 1996 e che è anche una sorta di summa di tutto ciò che è stato e a cui ha voluto dar voce: “chi viaggia in direzione ostinata e contraria”.

Fabrizio De Andrè è riuscito davvero a “consegnare alla morte un ultima goccia di splendore, di umanità” cantando degli ultimi, degli emarginati, delle prostitute di via del Campo, di chi come “Bocca di rosa” faceva l’amore per passione, dell’aborto di Teresa che con gli occhi secchi guardava verso il mare di Rimini, della guerra di Piero, dell’ omosessualità di Andrea, della maldicenza che dice che un nano è una carogna di sicuro, ribadendo sempre la sua critica alla falsa società borghese e cattolica che punta il dito contro gli amici fragili e che dimentica sempre il perdono.

Ci ha fatto attraversare il mare genovese col suo album “Creuza de ma”, ci ha raccontato le storie della gente che dorme sulla collina del cimitero di Spoon River nell’album “Non al denaro non all’amore né al cielo”, ci ha offerto una lettura dei Vangeli apocrifi ne “La buona novella”, perché “aveva urgenza di salvare il Cristianesimo dal Cattolicesimo”.

La poesia con De Andrè è entrata a pieno titolo nella storia della canzone italiana e i suoi album possono essere letti come uno dei più bei Canzonieri della nostra letteratura.

Fernanda Pivano, sua amica e collaboratrice, disse:” Sarebbe necessario che invece di dire che Fabrizio De Andrè è il Bob Dylan italiano , si dicesse che Bob Dylan è il Fabrizio De Andrè americano.”, chissà lui cosa ne pensava.

Laura Pompilio

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