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SORA – ASCIONE: “UNA DISCARICA VICINO L’ECO CENTRO. CHE PENSA LA D’ORAZIO?”

Dal consigliere comunale di Sora Massimo Ascione riceviamo e pubblichiamo. 

“È proprio vero che, molte volte, l’indifferenza è uno dei mali peggiori da combattere, specialmente per quanto riguarda quei contesti che rappresenterebbero l’ordinaria amministrazione e che, invece, finiscono di diventare delle cicatrici sul volto della città, oltre che un’offesa al buon senso. È il caso, ad esempio, della vera e propria discarica che si è venuta a creare in zona Santa Rosalia, nell’area antistante alle vecchie carceri.

Qui continuano ad accumularsi, nell’indifferenza generale, materiali di scarto proveniente da lavori non meglio definiti e altri rifiuti di vario genere: una piccola montagna che cresce ogni giorno che passa. Questo schiaffo alla decenza e al decoro di Sora si consuma, come un delitto perfetto, nella sua particolare posizione: proprio di fianco all’Eco centro di Ambiente Surl, vale a dire quello che dovrebbe rappresentare il simbolo di una città consapevole e attenta alle politiche dell’ecosistema.

Poiché, anche per via della sua ironica ubicazione, questa discarica non può non essere vista, continuo a chiedermi cosa impedisca all’amministrazione comunale di intervenire. Cosa impedisca al sindaco Ernesto Tersigni e all’assessore al ramo, Maria Paola D’Orazio, di prendere in mano la situazione e garantire il ripristino del decoro e della legalità. Vorrei far notare, in proposito, che più questi signori ritardano nel fare ciò che non dovrebbe nemmeno essere evidenziato, più i costi di smaltimento cresceranno, visto che ancora si va avanti nel trasportare nel piazzale materiali pesanti di tutti i tipi. Più volte mi sono incaricato, anche in Consiglio Comunale, di fare presente ciò che sta avvenendo, ma in risposta ho ricevuto soltanto silenzio.

Cosa aspettano ad agire? L’amministrazione crede forse che, oramai, la gente si sia abituata alla vista di uno scempio come questo? Se è così, si sbaglia di grosso. Non ci si abitua mai a vedere il proprio territorio trattato senza ritegno e rispetto. Se è subentrata la rassegnazione, questo lo si deve soltanto all’inerzia e all’inadeguatezza alla quale, da anni, ci hanno abituato”.