ECONOMIA

Tutela e valorizzazione del Made in Italy, il convegno

“Siamo oggi in un posto meraviglioso che richiama molti turisti: quello che speriamo, e per cui ci battiamo ogni giorno, è che quando vengono a trovarci, quando vengono in Italia, possano apprezzare il nostro cibo, quello buono, quello vero, e non quello fatto nei bioreattori”. Queste le parole del direttore di Coldiretti Lazio Sara Paraluppi in occasione dell’ultimo convegno a Fondi promosso dall’ITS Academy Bio Campus in collaborazione con la Coldiretti di Latina, con il Comune di Fondi e Fondi Orienta.

Dalle parole della Paraluppi emerge chiaro il tema dell’incontro: la valorizzazione e la tutela del Made in Italy di fronte alla minaccia del cibo artificiale prodotto in laboratorio.

Incontro che, nella sala al primo piano di Palazzo Caetani stracolma di persone, tra cui l’amministrazione comunale con l’assessore Stefania Stravato e il direttivo del Mof di Fondi, ha visto un ricco parterre di relatori.

Ad aprire il dibattito il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto che ha lasciato poi la parola al presidente dell’ITS Academy Bio Campus, nonché direttore di Coldiretti Latina e Frosinone, Carlo Picchi e al presidente di Coldiretti Latina Denis Carnello che hanno ribadito l’importanza dell’evento per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema quanto mai attuale.

Entrando nel vivo dell’argomento si sono succeduti gli interventi del coordinatore nazionale del Centro Studi Divulga di Coldiretti Riccardo Fargione, del professore specializzato negli studi sulle tecnologie della produzione alimentare, oltre che della fisiologia umana, Giuseppe Nocca e dell’agronomo di Coldiretti Simone D’Ambrosio.

Le conclusioni dell’incontro, moderato dall’addetto stampa del Bio Campus Giada Renna, sono state affidate al direttore di Coldiretti Lazio Sara Paraluppi e all’europarlamentare Salvatore De Meo, membro della commissione europea per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale. 

Il direttore di Coldiretti Lazio ha ben espresso la dicotomia che oggi ci troviamo, nostro malgrado, a dover affrontare: da una parte abbiamo un’Italia fatta di biodiversità, quella biodiversità che ha reso importante la nostra cucina nel mondo, tanto che girando l’Italia non esiste un posto in cui non si mangi bene, tanto che in ogni angolo l’Italia ha ricette tipiche legate alla biodiversità dell’agricoltura e della stessa cultura che caratterizza i suoi luoghi.

Dall’altra ci sono poche multinazionali al mondo con protagonisti i grandi del mondo tech che finanziano progetti per produrre cibo in vitro grazie alla coltivazione di cellule staminali.

Solo per citarne alcuni c’è il co-fondatore di Google Sergey Brin dietro al progetto che ha portato alla creazione dell’hamburger in vitro; ci sono Bill Gates, l’uomo che ha messo Windows e il personal computer sulle scrivanie di tutto il mondo, e Richard Branson, fondatore di Virgin, a fare da sponsor nella diffusione della carne sintetica.

E’ quindi chiara posizione del direttore regionale Paraluppi: “Che vogliamo fare? Vogliamo dare in mano a quattro, cinque multinazionali la nostra Italia? Io dico dico di no: teniamoci forte la nostra bellezza, fatta dei nostri territori che diventano cibo, che diventano quella cucina tipica che ci copiano in tutto il mondo. Che il cibo sintetico se lo facciano e se lo mangino gli altri!”

La posizione di Coldiretti non è la sola: sono state raccolte infatti oltre oltre mezzo milione di firme contro il cibo sintetico e delibere dai comuni di ogni partito, perché non si tratta di una battaglia politica, ma di una battaglia volta a preservare l’Italia e la sua economia affinché non si produca e non si commercializzi cibo sintetico. E anche il decreto sulla carne sintetica varato nella seduta del Consiglio dei ministri lo scorso marzo va nella stessa direzione: saranno punite con sanzioni da 10 a 60mila euro, oppure fino al 10% del fatturato totale annuo, le aziende italiane che produrranno alimenti, bevande e mangimi realizzati in laboratorio partendo da cellule animali.

A deliberare in consiglio comunale contro il cibo artificiale tra gli altri il comune di Fondi: “Come amministrazione abbiamo aderito alla lotta contro il cibo sintetico e ringraziamo Coldiretti e l’ITS Academy Bio Campus per la sensibilità e la vicinanza da sempre dimostrate nella tutela delle eccellenze agroalimentari che contraddistinguono i nostri territori” ha dichiarato il sindaco Maschietto. Per tutelare le peculiarità del settore agroalimentare locale c’è bisogno di promuovere una cultura del cibo sano: di questo si occupa l’ITS Academy Bio Campus che, scegliendo di operare nell’area delle nuove tecnologie per il Made in Italy applicate al settore agroalimentare, forma figure altamente professionali specializzate nel settore. A spiegarlo il presidente dell’Academy Carlo Picchi: “Perdere il rapporto con l’agroalimentare significherebbe perdere il rapporto con le nostre origini, con le tradizioni che da sempre ci contraddistinguono e in ultimo con la nostra cultura. È per questo che, con cinque corsi all’attivo e oltre duecento iscritti, formiamo tecnici specializzati nel settore che possano proseguire, con le competenze acquisite durante i nostri percorsi formativi, lungo la giusta direzione”.

E la direzione giusta è quella che tutela le persone, i consumatori, mettendo al primo posto la salubrità degli alimenti. “È impensabile mettere sul mercato prodotti di cui non si conoscono le conseguenze sulla salute ed è altrettanto impensabile non fare affidamento al principio di massima precauzione, eppure il cibo sintetico non è più fantascienza” ha dichiarato Riccardo Fargione. Presentando le analisi condotte dal Centro Studi Divulga, di cui è coordinatore nazionale, Fargione ha analizzato i rischi che il cibo prodotto in laboratorio comporta per la salute, per l’ambiente e per la società offrendo un quadro a dir poco preoccupante.

A concludere il dibattito l’europarlamentare Salvatore De Meo che da anni rappresenta a Bruxelles l’Italia, le sue imprese e i suoi cittadini, interpretando le loro esigenze nello scenario globale in continuo cambiamento: “Ringrazio l’ITS Academy Bio Campus, la Coldiretti e il comune di Fondi che oggi ci ospita per il grande senso di responsabilità dimostrato: incontri come quello di oggi sono fondamentali per la sensibilizzazione su temi di rilevanza non solo nazionale, ma anche europea”.

Per l’onorevole c’è un solo modo per combattere la disinformazione che oggi circola circa il cibo prodotto in laboratorio come panacea di tutti i mali ed è quello che passa per l’educazione alimentare e per la corretta informazione, soprattutto verso le nuove generazioni.

Da relatore con un ruolo di primo piano nel programma europeo per l’educazione alimentare nelle scuole, De Meo ha ribadito che l’Europa mette a disposizione oltre 200 milioni di euro l’anno per trasmettere agli studenti l’importanza di una sana alimentazione, sana alimentazione che è lo specchio fedele della dieta mediterranea. A tal proposito l’europarlamentare ha posto l’attenzione sul ruolo che l’agricoltura italiana svolge da sempre nel tutelare l’ambiente e il territorio con le sue tradizioni e la sua cultura. Dopo il convegno c’è stato l’incontro con i produttori locali in Piazza Unità d’Italia dove è stato allestito il mercato di Campagna Amica.