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SORA – ARZACHENA, VISTA DA UN TIFOSO: BUONI I 3 PUNTI. (IN)SICUREZZA NEGLI STADI: TUTTA COLPA DEGLI ULTRAS?

Dopo una serie di tre sconfitte consecutive, gli uomini di mister Farris tornano a vincere nel match casalingo contro l’Arzachena. Ottima la prestazione della compagine volsca, culminata nel goal realizzato al trentottesimo del primo tempo dal neo-acquisto Pintori su punizione. Il Sora sfiora il raddoppio in diverse occasioni (una su tutte il palo di Shiba con violento tiro in diagonale) ma, vuoi per sfortuna o per bravura del portiere avversario, il risultato resta fermo sull’uno a zero.
La gioia per la vittoria e per la prestazione della squadra, che ha mostrato evidenti segni di ripresa dopo un periodo difficile, si dissolve di fronte ai gravi eventi che hanno segnato la settimana calcistica.

In primis, il derby di Lega Pro tra Nocerina e Salernitana, iniziato con quaranta minuti di ritardo rispetto all’orario previsto e sospeso dall’arbitro dopo soli ventuno minuti di gioco, a causa di tre cambi esauriti in cinquanta secondi e di cinque “infortuni” che hanno lasciato la Nocerina con solo sei uomini in campo.

La volontà dei calciatori nocerini di non giocare il derby sarebbe scaturita da presunte minacce ricevute dagli Ultras, indignati a causa del divieto che impediva loro di assistere alla partita dell’Arechi.

Il derby Salernitana-Nocerina si trascina dietro una profonda e storica rivalità tanto che, come già detto, è stata presa la drastica decisione di chiudere il settore ospiti, la quale ha provocato la dura reazione da parte degli Ultras rossoneri.
Quella di Salerno è, senza alcun dubbio, una giornata da dimenticare e una brutta pagina per lo sport italiano ma, partendo dal presupposto che le responsabilità vadano accertate nelle dovute sedi e, certi che la giustizia sportiva e quella ordinaria faranno il loro corso, ci sono delle riflessioni che è doveroso fare.

È possibile che il divieto sia sempre l’unica soluzione perseguita e che non si cerchi, invece, di organizzare questi eventi in sicurezza e in modo da evitare reazioni scellerate alle proibizioni? Come mai l’Italia è stata in grado di organizzare, con il plauso di tutti, eventi di risonanza mondiale, ma non è in grado di gestire eventi calcistici così detti “a rischio”? Che senso ha aver fatto tesserare tifoserie intere (compresa quella della Nocerina) se poi si persevera nel vietare le trasferte di centinaia di partite???

Troppo comodo scaricare sempre TUTTE le colpe sugli Ultras: come già detto, è giusto che chi sbagli paghi, ma è giunto ormai il momento di ampliare l’angusta prospettiva dalla quale si continua ad approcciare il fenomeno.
Nel corso di questa settimana, anche la nostra tifoseria è stata al centro di un brutto episodio, che ha coinvolto alcuni Ultras; sono, infatti, arrivate le denunce (con relativa richiesta di diffida) relative agli scontri di Sora – Ostia Mare dello scorso campionato di serie D.

Un discutibilissimo filmato, apparso durante il tg serale di una nota tv locale, mostrava le foto (con i soli occhi coperti, quasi fossimo in presenza di boss appartenenti a chissà quale clan mafioso), gli indumenti (felpe, fumogeni, cappucci, maschere anti gas e bastoni) presumibilmente sequestrati (?) agli stessi e un’intervista al dirigente della Digos, il quale parlava diffusamente della frangia “estrema” della tifoseria del Sora e del modo in cui sono state condotte le indagini in questi mesi.

Ci saremmo aspettati, per dovere di cronaca, che qualcuno ricordasse che, mentre solitamente in presenza di supporters ospiti si procede alla divisione delle tifoserie, in quella circostanza, i tifosi dell’Ostia Mare erano riusciti “misteriosamente” a raggiungere il nutrito gruppo di tifosi sorani, senza essere bloccati da nessuno.
Niente di tutto ciò! Si è preferito mettere in scena una narrazione spudoratamente di parte, che ha infangato il nome di una intera città e tifoseria. (Per inciso, ci saremmo anche aspettati che qualcuno delle istituzioni cittadine spendesse qualche parola a tal riguardo, ma sarebbe pretendere troppo da questa Amministrazione, incapace com’è di dare risposte concrete anche ai bisogni più elementari di questa città.)

Come mai è accaduto questo? Perché non sono state prese le consuete misure preventive, atte a separare le due tifoserie? Una mera leggerezza o un semplice errore di valutazione? Strano da credere, poiché avvisaglie di scontri c’erano state già nel finale della partita di andata!

Sia ben chiaro, nulla giustifica chi sbaglia, ma non sono sempre e soltanto gli Ultras a sbagliare: ancora una volta, è troppo comodo scaricare sempre TUTTA la colpa su di loro e poi, diciamocelo francamente, :<< COME E’ MISERA LA VITA NEGLI ABUSI DI POTERE>>.

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