COMUNE

SORA – IL CONSIGLIERE SERENA PETRICCA INTERVIENE SUL BILANCIO DI PREVISIONE 2019-2020

In un comune in cui tasse e balzelli vengono portati al massimo dal governo cittadino è inaccettabile che, sorani e non, debbano farsi personalmente carico della pulizia dei vicoli del centro storico e della manutenzione ordinaria del verde urbano. E ciò che è peggio è che non si tratta affatto di casi isolati di degrado: basta vedere lo stato pietoso del cimitero o delle strade, piene di buche e spesso non illuminate. Ormai è sotto gli occhi di tutti che il sindaco, Roberto De Donatis, non sappia amministrare i soldi pubblici: a fronte di un esoso prelievo, la sua amministrazione in cambio offre pochissimo, o forse nulla, alla città. Continua solo ad accumulare debiti e, se non ci sono “gioielli da vendere” come per il caso della farmacia, allora si passa ad una politica vessatoria nei confronti dei cittadini. È ciò che è successo anche per il bilancio di previsione 2019-2020, approvato dalla maggioranza in uno degli ultimi consigli comunali, in cui si prevedono maggiori entrate per Tari, condoni e permessi a costruire. Quindi, mentre la vicina Frosinone ha aperto da tempo un contenzioso con la Saf per le sue mancanze, pur di non gravare ulteriormente i cittadini, il comune di Sora pensa bene invece di aumentare la Tari dell’11%. Ed a smentirlo ulteriormente in queste sue scelte amministrative c’è anche la sentenza di qualche giorno fa del Tar e della Commissione tributaria, che hanno sancito un maxi risarcimento di circa un milione di euro per l’aumento illegittimo dell’ecotassa. Se ciò non fosse abbastanza, a fronte di un calo di richiesta di condoni e permessi a costruire negli scorsi anni, inspiegabilmente si prevede di coprire con queste presunte somme gli ingenti debiti fuori bilancio contratti dal governo De Donatis. È evidente che il bilancio di previsione approvato sia un documento “poco realistico”, con il quale il primo cittadino vuole solo cercare di insabbiare le tracce della propria incompetenza. Ma, a causa di tali nefandezze, non fa altro che peggiorare la salute economica dell’ente, il cui conto salato ricadrà ancora una volta sulle spalle dei cittadini. Sarebbe il caso che il primo cittadino cerchi soluzioni alternative e cambi la propria gestione del bilancio e della città, smettendo di fondare tutte le entrate di cassa su politiche che vessano i cittadini, a fronte di servizi per la città inesistenti.

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