AMBIENTE

VOLPI PER STRADA, I CONSIGLI DEL PARCO

Consigli utili per evitare problemi alla fauna selvatica, in particolare alle volpi che sempre più spesso si incrociano ai margini delle strade, anche nel territorio del Pnalm. Li preleviamo dalla pagina social dell’Ente riportando in buona parte il post.

In alcune zone del Parco il fenomeno delle volpi a bordo strada è aumentato drasticamente nel corso degli ultimi anni. Chi vive qui o frequenta spesso la zona saprà benissimo di cosa stiamo parlando. Lungo alcune strade sono ormai stanziali alcune volpi che sostano quotidianamente lungo la carreggiata (in alcuni casi addirittura al centro di essa). In molti credono che siano animali in cerca di aiuto, malati o denutriti. La realtà, ahinoi, è ben diversa. Non sono lì per fame o perché in difficoltà. Sono animali selvatici confidenti e condizionati dal cibo di natura antropica oltre che dai comportamenti sbagliati delle persone e, per questo, condannati alla morte.

Perfettamente consapevoli che prima o poi qualche macchina si fermerà dando loro del cibo, queste volpi hanno sviluppato nel tempo una dipendenza da questa “forma” di alimentazione. Un’abitudine che viene poi naturalmente trasmessa alla prole, amplificando ancor di più tale fenomeno. Animali “obbligati” a condurre una vita non degna d’esser definita “selvatica” e, come spesso accade, al centro del problema c’è l’essere umano. Alla base di questo fenomeno c’è di sicuro il “non sapere” da parte di tantissimi turisti che specie, nella stagione estiva, si lasciano impietosire dal comportamento delle volpi, condividendo con loro snack ed affettati vari (se non caramelle) in cambio di selfie e foto ricordo. Una mal-educazione (ecologica) che ci accorgiamo essere largamente diffusa e che trova nell’educazione ambientale, nell’informazione e nella sensibilizzazione gli strumenti più efficaci per il suo contrasto.

Ma accanto agli errori in buona fede di molti, sembrano sussistere le brutte intenzioni di altri. Come sembrerebbe confermare l’associazione Wildumbria che racconta l’aver visto un gruppo di “fotografi naturalisti” passare un’intera serata lungo una strada non molto distante da Pescasseroli fotografando volpi, usando fette di prosciutto come attrattore “olfattivo”… Esercitare considerazioni di natura etica su tale fatto (che sappiamo bene accadere spesso nel Parco e che a quanto pare è cosa davvero molto, ma MOLTO, frequente e diffusa anche nel resto d’Italia, a leggere dai commenti al post di wildumbria) ci sembra quanto mai inutile. Come Parco sappiamo che su questo fenomeno possiamo e dobbiamo fare di più. Ma siamo già attivi e ci attiveremo su due piani diversi:

Raccogliendo suggerimenti e critiche costruttive pervenute da utenti e visitatori, ci impegneremo a ragionare sull’installazione, lungo le strade maggiormente interessate dal fenomeno, di apposita cartellonistica al fine di sensibilizzare e informare, interagendo anche con gli altri Enti che hanno competenza lungo le statali e aumentando contestualmente i controlli delle pattuglie (coerentemente con i loro molteplici impegni); Già dallo scorso anno, invece, incontriamo e dialoghiamo con gli organizzatori e i partecipanti di ogni workshop fotografico che si tiene nel Parco nel suo primo giorno di svolgimento (che secondo normativa può essere svolto solo ed esclusivamente se autorizzato dall’Ente Parco). In questi incontri cerchiamo di sensibilizzare e rendere consapevoli chi si avvicina a questo mondo sulle buone pratiche e comportamenti responsabili. Sono momenti di incontro e condivisione, trasparenti e partecipati. Il nostro obiettivo non è solo quello di informare ma anche di abbattere muri e pregiudizi sulla presunta “ostilità” dell’Ente nei confronti di questo settore…