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LO SAPEVATE CHE… IL VACCINO ANTIPOLIO DI SABIN NON FU MAI BREVETTATO PER RENDERLO ACCESSIBILE A TUTTI

Lo sapevate che… Il vaccino antipolio di Sabin non fu mai brevettato per renderlo accessibile a tutti

Il 27 gennaio si celebra in tutto il mondo la Giornata della Memoria, che ricorda all’umanità le atrocità della Shoah. Quella che vogliamo raccontare è la storia di un uomo la cui vicenda si intreccia indirettamente con la persecuzione antisemita di Hitler, ed è di straordinaria attualità in questo tempo di emergenza sanitaria in cui la speranza dell’intera umanità è legata alle esigue dosi di un vaccino anti-Covid.

Fu il virologo ebreo Albert Bruce Sabin (1906-1993) a scoprire il vaccino contro la poliomielite, ma decise di non brevettarlo, rinunciando a cospicui guadagni, per mantenere le dosi a costi accessibili a tutti.

Albert Sabin nacque nel ghetto di Bialystok in Polonia e si trasferì negli Stati Uniti nel 1921 a causa del sempre più forte clima ostile nei confronti degli ebrei. La famiglia di Sabin era infatti di religione ebraica e originariamente il suo nome era Abram Saperstein. Conseguita la laurea in medicina iniziò a lavorare presso l’università di Cincinnati e nel 1946 fu nominato capo della ricerca pediatrica. Nel 1939 Sabin annunciò alla comunità scientifica una enorme scoperta: contrariamente a quanto pensato fino ad allora, la sede del virus della poliomielite era l’intestino e non i polmoni. Lo stesso anno scoppiò la seconda guerra mondiale: le ricerche di Sabin subirono uno stop improvviso. Durante quegli anni il virologo subì una forte perdita: le SS tedesche uccisero a Bialystok le due nipotine Amy e Deborah. Nel dopoguerra, le lunghe e faticose ricerche di Sabin cominciarono ad avere dei risultati: il virologo aveva trovato un vaccino, che fu testato e somministrato come prova anche ai bambini e in particolare su Amy e Deborah, figlie di Sabin e chiamate così in ricordo delle nipotine. Tra il 1962 e il 1963 finalmente Albert ottenne la meritata riconoscenza scientifica e migliaia di bambini vennnero vaccinati in tutto il mondo. In Italia il vaccino fu approvato nel 1963 e reso obbligatorio tre anni dopo; nei paesi in cui fu obbligatorio la poliomelite scomparve. Per evitare lo sfruttamento commerciale delle farmacie e quindi l’aumento dei costi del vaccino, lo scienziato non brevettò mai la sua invenzione, rinunciando così ad un immenso guadagno.

Quando gli chiesero se provasse voglia di vendetta contro i nazisti, egli rispose: “Le SS mi hanno ucciso due meravigliose nipotine, ma io ho salvato i bambini di tutta l’Europa. Non la trovate una splendida vendetta?”

Photo credits www.sabin.org

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