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SORA – IL VESCOVO E IL PARROCO DUE OMELIE AGLI ANTIPODI

Sora e San Rocco, un connubio inscindibile dimostrato anno dopo anno dalla plateale partecipazione dell’intera città e non solo, ai festeggiamenti in onore del Santo, il 16 agosto.

La piazza in cui nottetempo è stato allestito l’imponente altare, viene letteralmente invasa sin dalle prime luci dell’alba, per le prime Messe. Alle 7.30 la celebrazione presieduta dal vescovo Gerardo Antonazzo, concelebrata da molti sacerdoti della città e animata dai cori di San Silvestro e Santa Giovanna Antida. Nell’omelia il Vescovo ha posto l’accento sul grande patrimonio spirituale che ha trasmesso San Rocco, riconducibile a tre concetti che servono a tutti da processo educativo: prima Dio, prima gli altri, prima il Cielo. Per questo è necessario abbandonare ogni forma di egoismo o addirittura “egolatria” che pone il proprio “io” al centro del mondo, per orientarsi alla ricerca di Dio passando per la cura degli altri, senza alcuna distinzione.

Al termine della celebrazione, la lunga processione con la statua del Santo, lungo le vie cittadine circondate da migliaia di persone, a cui partecipano tanti fedeli con i caratteristici ceri, molti scalzi in segno di penitenza.

Al rientro, il panegirico del parroco Mons. Donato Piacentini, che partendo dalla figura del Santo ha concluso allontanandosi troppo dal suo insegnamento e da quello che aveva affermato poco prima nell’omelia, scagliandosi in modo poco consono alla sua figura contro quegli immigrati che sbarcano con catene d’oro al collo e i telefonini in mano, generando un discutibile applauso tra alcuni fedeli e ondate di indignazione negli altri, sfociate nelle polemiche che hanno investito i social network sin dal primo pomeriggio di ieri.

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